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Il declino di Nzonzi, da campione del mondo a corpo estraneo nella Roma

Un anno fa vinceva da protagonista con la Francia il trofeo più ambito, oggi dopo un anno difficile si allena con i giallorossi, ma l'umore è nero. La società però non lo può svendere
Lunedì 15 luglio 2019
Un anno fa viveva la notte più bella della sua vita, vincendo il Mondiale con la Francia da protagonista, visti i 36' giocati in finale al posto di Kante. Oggi quella felicità sembra svanita e basta vedere le immagini di Steven Nzonzi nel ritiro della Roma per rendersene conto. Il centrocampista francese non è un separato in casa, perché i rapporti con gran parte delle persone che sono a Trigoria sono buoni e si allena normalmente, ma è un corpo estraneo al gruppo. E sembra difficile, se non impossibile, che la situazione possa essere recuperata.

FEELING MAI NATO — Voluto da Monchi lo scorso agosto, anche a costo di mettere in discussione un totem come De Rossi, e pagato oltre 26 milioni di euro (più altri 4 di bonus), nella Roma non è mai riuscito ad incidere. Ha pagato colpe sue, come la scarsa capacità di adattarsi ad un nuovo ambiente, ma ha pagato anche e soprattutto l'anno difficile della Roma e l'enorme confusione tattica con Di Francesco e Ranieri. Risultato: Nzonzi ha giocato tanto, 39 partite di cui 30 in campionato, ma raramente è riuscito ad incidere. E oggi vede il suo futuro lontano da Roma.

IN FRANCIA? — La nuova stagione non è iniziata nel migliore dei modi, con l'assenza alle prime visite di fine giugno e la conseguente multa del club. La seconda volta, una settimana fa, Nzonzi si è presentato, con una felpa scura nonostante i 40 gradi, e l'umore ancora più scuro. Colpa, anche, della tempesta social che ha investito sua sorella Karen quando ha pubblicato una storia che li vedeva in aereo direzione Ginevra il giorno dopo l'assenza a Villa Stuart. Una destinazione, forse, non a caso: Ginevra è ad un centinaio di chilometri da Lione, la meta preferita da Nzonzi se dovesse tornare in Francia. Il Marsiglia è più indietro, ma i problemi per una sua cessione sono di natura economica, visto che la Roma non può e non vuole permettersi una minusvalenza. Ecco perché, per ora, non c'è fretta. Nzonzi continuerà a lavorare a Trigoria e pazienza, per Petrachi, se lo farà di cattivo umore. La strada è segnata, a meno che non scatti l'amore con Fonseca. Magari gli farebbe tornare, almeno in parte, quel sorriso che aveva il 15 luglio di un anno fa.
di Chiara Zucchelli
Fonte: Gazzetta dello Sport
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