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Zaniolo parla la mamma Francesca: "Ora insegue Modric"

Il nuovo fenomeno della Serie A raccontato dalla bellissima e giovanissima madre: "Tifava Juve, ma il suo idolo era Kakà... E pensare che a Firenze lo scartarono"
Martedì 08 gennaio 2019
Il senso di questa storia, probabilmente, lo spiegano bene i suoi tatuaggi: sul polso ecco la scritta "Family"; sulla coscia destra la data di nascita di tutti i componenti della sua famiglia; sulla sinistra quello dedicato alla sorella; poi un altro dedicato alla mamma. La forza di Nicolò Zaniolo, centrocampista della Roma, della Nazionale e nuovo gioiello del calcio italiano, sta tutta qui: nei suoi affetti più cari. C'è papà Igor, ex bomber che ha fatto a sportellate su decine di campi di B e C (tra le tante Spezia, Cosenza, Ternana, Salernitana, Genoa) e che di smettere non ne voleva sapere (ha appeso gli scarpini a 40 anni). Poi, c'è la piccola di casa, Benedetta, 14 anni, studentessa al Liceo Linguistico che fino a poco tempo fa si chiedeva: "Ma perché parlano tutti di Nicolò? È diventato famoso?". E infine, ecco Francesca Costa, spezzina di 41 anni, forse l'unico caso della Serie A in cui una mamma è giovane e bella come o più delle wags. Ed è proprio lei, a raccontarci i segreti di Nicolò. E la storia della sua famiglia.

Pigiamo il tasto rewind: dove ha conosciuto suo marito Igor?
"In un centro di abbronzatura gestito da mia cugina a La Spezia. Avevo 19 anni, studiavo psicologia a Firenze, ma nei weekend tornavo a casa e andavo a trovarla in negozio che era frequentato dai calciatori dello Spezia. Lei aveva appeso delle mie foto. Un giorno ero lì ed è entrato Igor. Ci siamo presentati, ma sono fuggita perché ero emozionata. Mia cugina poco dopo, mi ha chiamata al telefono e mi ha detto: 'Fra, non l'hai colpito, ma ha detto che le piaceva la ragazza delle foto'. Che ero io".

E quindi?
"Mia cugina ha organizzato un'uscita. E da quel giorno non ci siamo più lasciati".

Ed è diventata una wag...
"Ma no, 20 anni fa stare assieme a un calciatore non faceva tutto questo rumore. Almeno a La Spezia che è un città piccola. E poi Igor giocava in C2. Però se lui fosse stato brutto, se non mi fosse piaciuto, non ci sarei mai uscita. A me che sia un calciatore o un operaio non è mai importato".

E com'era Igor a quel tempo? Tutto calcio e fidanzata?
"Contrariamente a me, lui era uno che conosceva molto bene le discoteche (ride, ndr). Sono stata io quella che lo ha portato sulla strada giusta anche dal punto di vista della carriera. Ed è per questo che lui si è innamorato di me. Dopo sei mesi è venuto a vivere a casa nostra. Ai miei piaceva, perché era ed è un bravo ragazzo".

Poco dopo è arrivato Nicolò...
"Io avevo 21 anni e Igor, 25, quando mi ha detto: "Voglio un figlio da te" e io gli ho risposto un po' incoscientemente di sì. Lui aveva conosciuto una valanga di ragazze, aveva tanta esperienza sul campo, ma ha visto in me la ragazza giusta. Nicolò è arrivato subito".

Diventare madri così giovani, non è da tutte.
"Nessun rimpianto. Vedevo le mie amiche che andavano a ballare ma poco importava. Però, avrei voluto laurearmi, questo sì. Mi piaceva studiare".

Nicolò che tipo di bambino era?
"Tremendo. Iperattivo. Era sempre dietro il pallone. Spaccava la casa. Gli compravo altri giochi, le macchinine, ma lui volevo solo la palla. Una volta, aveva forse 4 anni, ha tirato contro la tv che poi gli è caduta in testa. Siamo dovuti correre all'ospedale dove gli hanno messo i punti. Di cicatrici ne ha tre sulla fronte e una dietro. Anche alla Playstation ha sempre e solo giocato a calcio".

Un predestinato?
"Il Dna è quello...".

La prima scuola calcio, se la ricorda?
"Eravamo a Salerno, nel 2004. Aveva 5 anni. Poi sono tornata a vivere a La Spezia perché volevo che avesse una maestra e gli amichetti fissi. E lì l'ho iscritto alla scuola calcio dello Spezia, ma non ci siamo trovati bene. L'abbiamo quindi portato al Canaletto e poi al Genoa per un anno, ma non era gestibile perché facevo 800 km a settimana".

A 11 anni è arrivata la Fiorentina...
"Era in prima media. Faceva avanti e indietro da La Spezia a Firenze. Tornava alle 9 di sera".

E come andava a scuola?
"Ha una memoria fotografica, apprende tutto subito. Un medico sportivo ci ha spiegato che chi come lui calcia con il sinistro, ma usa la mano destra per tutto il resto, probabilmente ha sviluppato in modo maggiore parte del lobo temporale del cervello. E questo forse spiega il suo estro in campo e il suo iperattivismo. Noi eravamo preoccupati, in classe non stava fermo un attimo. E i professori erano disperati. Non riusciva a mantenere l'attenzione più di un tot".

Poi comunque ha lasciato gli studi...
"Sì, è arrivato fino al terzo liceo scientifico sportivo. Un anno è stato anche bocciato. Non portava nemmeno lo zaino. Era una disperazione. Ci chiamavano gli insegnanti, il preside. Aveva in testa solo il calcio. Io avrei voluto che almeno il diploma lo prendesse. Invece...".

Quando si è arrabbiata di più con Nicolò? Se lo ricorda?
"Una volta alle medie, per scherzare e senza cattiveria, ha spinto un ragazzino che è caduto dalle scale. Sono arrivati i poliziotti. La notizia è finita sui giornali. L'abbiamo punito. Come? Lasciandolo senza calcio per una settimana".

Qual è stato il momento più difficile che lei ha vissuto durante la carriera di suo figlio?
"Quando la Fiorentina ha chiamato mio marito per avvertirlo che Nicolò era stato tagliato dalla Primavera. Io scoppiai a piangere, perché sapevo come avrebbe reagito mio figlio".

E come la prese?
"Piangeva. Lo abbiamo visto star male. Ma Igor è stato lungimirante e lo ha portato via da Firenze. Perché la Viola avrebbe voluto girarlo a qualche squadra satellite. Ed è arrivata l'Entella".

E nell'Entella, in B, è sbocciato.
"È stato un bel periodo. Nicolò dormiva quasi sempre a casa con noi. Lui è molto attaccato a Spezia. Ai suoi amici".

I suoi amici lo vanno a vedere giocare spesso?
"Sono andati a vederlo quando la Roma ha giocato a Firenze. Ma Nicolò è legato anche ad alcuni ex compagni della Primavera della Fiorentina come Ranieri che ora gioca a Foggia e che era già suo compagno di classe alle medie e Caso adesso a Cuneo".

Poi Nicolò sbarca all'Inter. Ma è vero però che da bambino tifava Juve?
"Sì, ma non è mai stato sfegatato. Il suo idolo era Kakà".

E ora chi è il suo campione preferito?
"Mi ha detto che è Modric".

In seguito Nicolò viene ceduto, nell'operazione Nainggolan, alla Roma. E lei è tifosa giallorossa.
"Sì, tifo Roma da quando ho 20 anni per le canzoni di Venditti e per Totti. L'ho sempre ammirato in campo, ma anche per la beneficenza che fa senza dire nulla".

E quando ha incontrato l'ex capitano, come è andata? Emozionata?
"L'ho visto la prima volta che siamo stati a Trigoria. Con noi c'era il ragazzo che ci aveva accompagnato a vedere gli appartamenti e a cui avevo detto della mia ossessione per lui. Bene, questo ragazzo lo ha fermato mentre stava uscendo e lui è venuto da noi. Mi sono messa a piangere".

E Totti?
"Mi ha detto: "Ma che piangi per me?". Io non riuscivo a parlare".
Nicolò invece che cosa le ha detto? "'Ma che figure mi fai fare!'. C'era anche Igor che si è messo a ridere".

Lei ora vive con suo figlio nella Capitale.
"Lui avrebbe voluto tutti noi a Roma. Ma Igor è dovuto rimanere a La Spezia per lavorare nel nostro bar e Benedetta sta con lui. Qui viviamo in zona Eur. Lo porto agli allenamenti, lo vado a prendere. Gli preparo da mangiare. Tutto molto tranquillo".

Non è uno da serate in discoteca come suo papà?
"(Ride, ndr) No. Capita che esca con amici. E che si senta con qualche ragazzina per poi uscirci".

Ma fa "selezione" lei?
"Abbiamo gusti diversi. Se gli faccio vedere una ragazza che secondo me è carina, lui mi dice: 'Mamma, ma sei fuori?'. A me piacciono quelle semplici, non quelle artefatte e mezze nude. Ma lui invece...".

E se le portasse a casa una velina?
"Che problema c'è. Magari ci faccio un selfie e lo posto".

Ma è vero che a lui dà fastidio quando lei pubblica i selfie su Instagram?
"Sì, all'inizio mi diceva: 'Smettila, ma cosa fai con la bocca così? Hai 40 anni'. Poi ha rinunciato".

Sul suo profilo le scrivono che è lei la più bella della A.
"Sono tifosi della Roma. Ma non è vero. La mamma di Justin Kluivert è giovanissima e bellissima".

Dov'era quando Nicolò ha segnato il primo gol in A?
"Igor era all'Olimpico con i miei genitori. Io a casa con Benedetta che li aspettavamo".
La sua reazione? "Indovini...".

Per caso ha pianto?
"Eh, già. Strano, vero?".
di Lorenzo Franculli
Fonte: Gazzetta dello Sport
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