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Verso Roma-Atalanta: Monchi alza la voce

Mercoledì 03 gennaio 2018
Magari non facile, ma gli piace vincere. Se Ramón Rodríguez Verdejo detto Monchi andasse alla ricerca del successo comodo, probabilmente non avrebbe trascorso tutti quegli anni a Siviglia, prendendo le redini di un club che galleggiava tra Primera e Segunda División e trasformandolo in una squadra di vertice, in Spagna come in Europa. Tantomeno avrebbe scelto - una volta salito alla ribalta continentale - un club ambizioso ma ancora poco abituato alla vittoria come la Roma. Eppure la sua storia parla chiaro. L'attitudine al trionfo se l'è cucita addosso come un abito su misura: Monchi è stato capace di alzare al cielo nove trofei nei suoi diciassette anni alla direzione sportiva della squadra andalusa. Perciò il suo rientro ieri a Trigoria, dopo i due giorni trascorsi a festeggiare il Capodanno in famiglia, sarà segnato da un confronto con la squadra dai toni duri e decisi.

La dirigenza non è affatto contenta di come stanno andando le cose sul campo, dove la Roma è reduce da un dicembre molto al di sotto delle aspettative. Non sono soltanto le due sconfitte con le torinesi prima di Natale ad essere al centro delle analisi. Ma anche e soprattutto la gara casalinga contro il Sassuolo, nella quale i giallorossi hanno dilapidato un'occasione enorme di scalare posizioni in classifica, alla luce anche del pareggio di San Siro fra due dirette concorrenti alle zone alte. Di fronte all'ex squadra di Pellegrini e Di Francesco, il dato più preoccupante riguarda l'involuzione del gioco. Perfino nelle due partite finite male contro Torino e Juventus, la squadra era riuscita a costruire un numero cospicuo di palle gol, pur palesando notevoli difficoltà nella realizzazione delle occasioni costruite.

Con gli emiliani, la Roma avrebbe dovuto fornire una prova di carattere proprio perché reduce da un periodo non positivo. Invece dopo il vantaggio non ha mai dato l'impressione di poter chiudere la partita. La stessa solidità in difesa, che è tuttora uno dei punti di forza stagionali, sta scricchiolando: se non nei numeri, nelle occasioni concesse agli avversari, aumentate esponenzialmente nelle ultime gare. Tutti dati che erano stati mascherati all'inizio di dicembre da un trend di risultati tutto sommato positivi, che sembravano denotare anzi un'attitudine tipica delle grandi squadre: il cinismo nella conquista della vittoria. Invece la Roma si è fermata proprio sul più bello, dopo una splendida qualificazione agli ottavi di Champions in un gruppo durissimo e una serie di risultati utili che l'avevano portata a ridosso di Juve e Napoli. Con il bonus della partita da recuperare che avrebbe potuto (potrebbe ancora) proiettarla verso obiettivi più elevati. L'imperdonabile eliminazione dalla Coppa Italia in una sfida non certo proibitiva e la successiva sconfitta dell'Allianz Stadium, che paradossalmente ha fatto male ai tifosi più nelle modalità (timidezza eccessiva nella prima ora) che nel risultato, hanno per ora ridimensionato la portata di tutto quanto costruito nei mesi precedenti. Come se al momento dell'ulteriore gradino da scalare - quello del vero salto di qualità - la squadra si fosse fermata, seduta.

Ed è questa sorta di appagamento inconscio che non va giù ai dirigenti. Su questo batterà il ferro Monchi quando, fra oggi e domani, terrà a rapporto i calciatori. Il direttore sportivo ha costruito nel corso dei mesi un rapporto diretto con lo spogliatoio, basato su fiducia e rispetto reciproci. Fin dalla sua prima uscita ufficiale da romanista, sul finire della scorsa stagione a Pescara, l'andaluso ha impostato il legame con i giocatori sulla presenza al loro fianco e sulla schiettezza. Con la stessa franchezza chiederà a tutti di tirare fuori il maggiore impegno possibile per uscire da questa fase difficile. E se qualcuno non fosse soddisfatto della propria situazione, non ci potrebbe essere momento più opportuno per esternarlo. Da oggi comincia ufficialmente la sessione invernale di mercato. Per le prossime quattro settimane, la Roma sarà alla finestra per capire se potrà essere sfruttata qualche occasione in tal senso. Monchi è stato chiarissimo anche pubblicamente: il club giallorosso cerca nuovi innesti nella rosa attuale. Gli acquisti del mercato estivo, Kolarov a parte, non hanno ancora convinto, anche e soprattutto per i guai fisici che li hanno attanagliati. Il direttore sportivo si aspetta che nella seconda parte di stagione siano loro i protagonisti, dando nel contempo anche respiro a chi ha giocato più spesso finora. La forza della Roma è proprio nella profondità della rosa, a patto che sia tutta a disposizione. Altrimenti si guarderà altrove, in cerca di nuovi innesti.
di F. Pastore
Fonte: Il Romanista

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