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Difende e imposta: Fazio double face

Lunedì 16 ottobre 2017
Salvate il soldato Fazio. Federico Fazio. O meglio, il comandante. Cioè, la guida. A Londra comanderà lui, come nella mezz'ora finale contro il Napoli, come spesso è accaduto anche lo scorso anno e in questo scorcio di campionato. L'altro ieri sera, Di Francesco ha ammesso di non averlo schierato per questioni fisiche, legate alla lunga trasferta con la Seleccion e al fuso orario non smaltito al cento per cento, visto che è tornato a Roma a poche ora dalla sfida con la squadra di Sarri. Senza nulla togliere a Jesus, che ha altre caratteristiche, Federico si sposa meglio con Manolas: perché Kostas è veloce e va sull'uomo, lui gestisce la palla e occupa bene gli spazi. Di Francesco su di lui ha fatto un ottimo lavoro, rendendolo abile anche con i movimenti di un quartetto e non un terzetto. Fazio predilige giocare a tre, perché per come è fisicamente e per come sviluppa il suo calcio, gioca senza troppi vincoli di marcatura, ma a quattro sta funzionando comunque bene.

IN PRINCIPIO ERA SERI - E soprattutto in questa squadra c'è bisogno assoluto di uno come lui, perché il regista, ovvero De Rossi, non è un regista del 4-3-3 difranceschiano e spesso abbassa il baricentro, mentre lui riesce, portando palla, ad alzarlo. Stesso discorso vale per Gonalons, sempre per una questione di attitudini tattiche. Non a caso Monchi, in estate, il primo nome che aveva individuato per questo ruolo è quello di Jean Seri del Nizza. Diciamo che De Rossi stesso funziona meglio se alle spalle ha uno come l'argentino. Contro il Napoli, questo, si è visto solo nell'ultima mezz'ora, quando il comandante ha dovuto sostituire l'infortunato Manolas. De Rossi non ne aveva più, ma la Roma si è alzata: l'occasione con cui ha sfiorato il gol è casuale ma fino a un certo punto. Non è casuale invece l'aumentare del possesso e il pallino del gioco in mano alla Roma in quel frangente, con lui in campo.

BILANCI - Fazio diventa proprio per questo motivo un indispensabile e contro il Chelsea starà a lui prendere in mano il reparto difensivo e consentire a De Rossi di giocare più alto. Senza Manolas poi, dovrà essere ancora più leader di quando il suo fisico e la sua esperienza non racconti. A proposito di esperienza. Lo Stamford Bridge, Fazio lo conosce, per il suo trascorso in Inghilterra. Per lui giocare con il Chelsea è un derby, visto che ha vestito la maglia del Tottenham. Il bilancio contro i blues: prima partita, 3 dicembre 2014, contro i blues di Mourinho, sconfitta tre a zero, reti di Hazard, Drogba e Remy. Seconda, ma al White Hart Lane: vittoria pirotecnica, 5-3 della sua squadra allenata da Pochettino, a segno Kane due volte, Rose, Townsend e Chadli, per il Chelsea Diego Costa, Hazard e Terry. La terza finisce zero a zero il 29 novembre 2015 sul campo del Tottenham. L'ultima, nella coppa di Lega, 1 marzo 2015, 2-0 con gol di Terry e Walker, ma qui Fazio era in panchina: la coppia con Vertonghen si era rotta, al suo posto giocava Dier. Da lì a qualche mese, Fazio si trasferisce a Siviglia, per poi tornare a Londra e per poi cominciare la sua avventura, su imbeccata di Franco Baldini, a Roma. All'inizio, un po' di diffidenza, anche da parte di Spalletti, che lo aveva definito «un buon cambio», per poi regalargli la maglia da titolare. L'inversione a "U", Fazio, l'ha meritata sul campo, al di là di quello che si poteva pensare su di lui e dei dubbi legittimi su un calciatore che non giocava con continuità da qualche mese. Ma ora il comandante è tornato a comandare. E anche se la fascia di capitano, dovrà prendere in mano il gioco, aiutando De Rossi dall'incombenza di portare avanti il pallone, ma lasciandolo a ciò che sa fare meglio, tappare le linee di passaggio avversarie e andare a prendere il trequartista che va a inserirsi tra le linee. Ciò che ha sempre fatto nella sua carriera, anche sapientemente, forte di un'età che, inevitabilmente, non può essere più la stessa di un tempo.
di A. Angeloni
Fonte: Il Messaggero

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