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Inter, Sabatini: "Vorrei portare qui Nainggolan. Monchi? Bravo, vende giocatori che ho comprato io"

"Abbiamo promesso a Spalletti giocatori di livello. Vorrei Radja ma è quasi impossibile. Vidal piace"
Venerdì 14 luglio 2017
Momento molto atteso a Riscone di Brunico, dove l'Inter sta preparando la nuova stagione. Protagonista della conferenza stampa odierna è Walter Sabatini, coordinatore tecnico di Suning Sports ma attore anche della campagna acquisti nerazzurra, che risponderà alle numerose domande dei giornalisti presenti in tema mercato, facendo finalmente chiarezza sulle strategie del club.
Queste le sue parole:

Che tipo di rapporto c'è tra Inter e Jiangsu Suning?
"Deve maturare ed essere sviluppato. Suning è una grande potenza e ha deciso di investire nel calcio e pretende ci sia tra i due club un rapporto di collaborazione. Ci deve essere una sorta di osmosi tra una civiltà e un'altra, un interscambio di conoscenze. Il processo è in atto. Sono orgoglioso di esserne interprete, sento una responsabilità grande. Non la definisco una cosa sperimentale, ma è certo nuova e non si fermerà qui. Suning vorrà allargare dal punto di vista geografico i suoi domini calcistici, nel mio immaginario, che coincide con quello di mister Zhang, c'è quello di creare un circuito di calciatori importanti che riguarderà anche l'Inter. Il clube che determinerà di più. Ma tutti godranno di pari dignità. Parlo di osmosi perché noi né Suning vogliamo colonizzare, io sono stato in Cina per lavorare sulle strategie che riguarderanno ovviamente anche l'Inter".

Cosa l'ha convinta ad accettare il ruolo? Può rassicurare i tifosi?
"Non hanno dovuto faticare a convincermi, il mio ruolo è di grandissimo prestigio e ha grande responsabilità. Sono fortunato, lo sono sempre stato, e ho accettato questo incarico con orgoglio. Con la mia vitalità interiore so e sappiamo cosa vogliamo fare e andremo fino in fondo. I tifosi? Non guardiamo i colpi delle altre società, ammiro quello che sta facendo il Milan. Ma non lo considero il nostro modello. Noi abbiamo un nostro profilo, la nostra strategia condivisa internamente tra club, staff e allenatore e sappiamo quello che dobbiamo fare. Il Milan ha scelto di ribaltare la rosa. L'Inter un'altra scelta preventiva e i tifosi devono esserne consci. Spero condividano la scelta. L'Inter l'anno scorso ha dato un segnale, di poter essere competitiva. Abbiamo calciatori molto forti e con l'allenatore abbiamo deciso di riselezionare il gruppo di lavoro, fare considerazioni rispetto ai segnali dai ragazzi in questo momento. E nel frattempo lavoreremo sulle integrazioni, perché il gruppo è forte e va integrato".

Dall'inizio di luglio l'Inter doveva scatenarsi sul mercato, perché non è successo?
"Perché ci si scatena anche in maniera silenziosa, non ci sono solo fuochi d'artificio. Questo è un momento incui si alimentano i sogni ma c'è anche un mercato silenzioso. L'Inter punta obiettivi molto difficili, che cozzano con la volontà dei club interpellati. Serve un pochino di tempo. Ma non devo tranquillizzare nessuno, l'Inter è una garanzia in sé. Dico questo con cognizione di causa, faremo le cose giuste perché la squadra possa essere protagonista come le compete. Tra le altre cose dico che io questa società l'ho vista operare anche da testimone del grandissimo lavoro fatto da Piero Ausilio e Giovanni Gardini prima del 30 giugno. Piero è un amico da tanto ma vederlo lavorare da diesse dell'Inter mi ha rassicurato. Io qualche lacvuna ce l'ho e voglio essere compensato. Poche, ma ne ho. L'Inter ha grandi dirigenti, li ho visti all'opera, io non ho fatto niente prima del 30 giugno".

Perisic andrà via?
"Nel corso del tempo ci conosceremo. Non sono un tattico da sala stampa, dico le cose che esistono e che vorremmo fare, anche se non sono tanto per il condizionale. Perisic è un calciatore che il nostro mister ci chiede di tenere. Noi vogliamo farlo, fatto salvo che vogliamo tenere chi ha le giuste motivazioni. C'è un forte interesse del Manchester che conosce le nostre idee, quindi vedremo che succederà nei prossimi giorni. E' un fatto che il prezzo dei giocatori dell'Inter lo fa l'Inter. Perisic è un giocatore formidabile dell'Inter, lo vogliamo trattenere e siamo disposti a non farlo se ci saranno contropartite non solo economiche per migliorare la squadra. Nel frattempo auspico che Perisic mantenga i comportamenti richiesti perché vogliamo forgiare l'idea di Inter tutti i giorni e in questo Spalletti è un maestro. So come riesce nel rapporto con i ragazzi a trasferire l'idea di comportarsi in un certo modo. L'idea è di comportarci in una certa maniera, non è un discorso di mentalità vincente, è un luogo comune. Serve convinzione e professionalità, e anche questa non basta. Servono fede e anima e il nostro allenatore le tirerà fuori da tutti, compreso Perisic".

Negli ultimi anni c'è stata una crisi d'identità dopo l'uscita di personaggi che caratterizzavano l'Inter. Da questo punto di vista, c'è spavento tra i tifosi perché manca qualche figura di riferimento. Lei è preoccupato?
"Non sono preoccupato ma capisco che possa essere un'esigenza che valuteremo. Arrivando qui ho avuto la necessità di simboli, di sentimento, e infatti sono andato da Moratti dicendogli di voler iniziare prendendo un caffé con lui. Lì nel suo studio ero certo di trovare l'Inter, che mi ha fatto soffrire quando ero piccolo. Il sentimento che ci lega al calcio. Ho ricevuto un biglietto di benvenuto da Ernesto Pellegrini, l'ho chiamato per ringraziarlo. Ho sentito la necessità di farmi cooptare da un grande club come questo".

Il Milan è un avversario in più anche se non vuole farsi influenzare.
"Ho detto che non ritengo il Milan un modello pur riconoscendone i meriti, non parlavo di influenzare. Parto dall'idea di non voler rifondare questo gruppo, ma integrarlo. Sono certo, come lo è il mister, che in questo gruppo ci siano calciatori da salvare e da riproporre ad alti livelli. Quanti titolari da inserire? Per adesso abbiamo acquisito due calciatori. Uno è Skriniar e ci aspettiamo moltissimo da lui. Il nome roboante rassicura i tifosi ma non noi. Vogliamo gente concreta, lui è solido e forte fisicamente, un'opzione in più per la difesa. Poi abbiamo preso su richiesta dell'allenatore condivisa un grande catalizzatore di gioco, raffinatissimo, che offrirà una soluzione tecnico-tattica importantissima. Sono due operazioni importanti, non roboanti, ma siamo soddisfatti. Sappiamo che dovremo fare altre operazioni e le faremo, puntiamo a nomi di notevole rilevanza non facili da portare via ad altre società. Per esempio Dalbert: abbiamo cercato di rispettare una richiesta del Nizza che momentaneamente non si vuole privare del giocatore, ma noi lo vogliamo prendere. Abbiamo puntato su calciatori non facili da acquisire. Altre operazioni si completano in mezza giornata, ma diffidate di questo: in operazioni troppo facili c'è qualcosa che non funziona. Poi oltre a Dalbert ci sono altri giocatori sotto il nostro controllo e vogliamo portarli a casa. Ma tutto è in divenire, può essere che dopo l'allenamento Spalletti, essendo anche lui un artista, colto da una folgorazione chieda un giocatore diverso. Lo so perché ho assistito a sue prese di posizione eccezionali che hanno prodotto effetti importanti per la nostra società. Per esempio Emerson. Io vivo romanticamente il calcio e mi aspetto che qualcosa di eclatante venga fuori anche da un allenamento".

Ausilio ha detto che giocatori con elevati ingaggi non possono arrivare, come Di Maria, Vidal, Keita...
"Su Di Maria dobbiamo essere sicuri se sia giusto per l'Inter, potrebbe non essere quello giusto. Il problema degli stipendi dovrebbe riguardare tutte le società. Il monte salari che si realizza deve comunque tener presente dei valori che l'ottimo Giovanni Gardini sa bene. Il rapposto costi-fatturato deve essere rispettato. in ogni caso la società sta facendo investimenti potenti sugli ingaggi, sanno di poterlo fare. Ma di fronte a una situazione determinante per l'Inter Suning non si tirerà indietro. Chi guadagnerà meno lotterà per essere adeguato attraverso le prestazioni. L'epoca del rinnovo opulento da proporre istituzionalmente sia abbondantemente superato e i calciatori in campo devono mettere la società nella condizioni di porsi questo tipo di ipotesi da portare avanti".

Sei stato etichettato come talent scout. Con la struttura attuale dell'Inter è difficile fare il blitz di mercato che ti ha reso famoso? Schick è stato perso per una catena di trasmissione rallentata.
"Miglioreremo senz'altro, c'è una grande predisposizione di Suning. Questo attiene al modo di affrontare i problemi, tutti noi dovremo fare passi avanti, soprattutto io che lavoro da me e fatico a confrontarmi e a trasmettere dati. Queste procedure continueranno a esserci ma saranno rivisitate. Suning è un gruppo ambizioso e farà tutto ciò che c'è da fare. Le cose tangibili, non i voli pindarici".

Cosa l'ha portata a scegliere Capello per lo Jiangsu?
"Oggi ha pareggiato al 95', sicuramente lo saprete. La scelta nasce dal mio rispetto e dalla fortuna che lo ha sempre accompagnato, ed è stata avallata da Suning perché aveva bisogno di una personalità carismatica che fosse garante della voglia della proprietà di fare le cose in grande. Capello per me è stata una grande sorpresa, lo pensavo più stanco invece sta facendo un'attività aggressiva, formidabile, con impegno totale sia fisico che mentale. E' dotato anche di uno staff giovane che sta in campo e sa quale sia la sua missione. Siamo contenti della scleta, condivisa con la proprietà".

Com'è maturata la scelta di Spalletti? Si era parlato di altri nomi, da Simeone a Conte.
"La scleta la definirei spontanea e fisiologica. Vero che ci sono stati altri candidati, un club deve valutare tutte le piste possibili. Ma Ausilio già pensava a Spalletti e ci aveva già lavorato quando io ero nullafacente. Ovvio che il mio avvento abbia agevolato questa cosa. Spalletti è fortissimo, un allenatore che fa della metodologia, della qualità e degli obiettivi da perseguire delle basi. Lui è un uomo forte, esprime le sue qualità nel suo lavoro. E' un teatrante, il dirimpettatio della follia come l'ho definito una volta. Sa quello che vuole e come ottenerlo, riesce a fronteggiare le situazioni in prima persona senza bisogno di aiuto. Ha due requisiti oltretutto: è molto generoso e molto coraggioso. A me bastano questi due attributi per definirlo una grande persona. Farà tutto ciò che serve molto bene e credo sia l'allenatore dell'Inter inevitabilmente, perché l'Inter ha bisogno di un allenatore come lui".

A questo punto Sabatini chiede una pausa sigaretta, invitando i giornalisti, se volessero, a uscire dalla sala conferenze in mezzo a sorrisi e battute anche sul fumo: "Non fumate che siete persone responsabili, io sono un irresponsabile".

Spalletti la settimana scorsa ha detto che i dirigenti gli hanno fatto promesse. Quali sono?
"Domanda truffaldina! Gliele abbiamo fatte, ha ragione. Abbiamo detto che integreremo il gruppo di lavoro, la rosa ed eventualmente l'undici titolare con i calciatori che serviranno dal punto di vista della caratura e delle qualità, ma anche che siano giocatori che possano stare nel suo progetto tecnico-tattico. Non ci saranno esperimenti, giocatori in gradi di offrire un rendimento importante".

La sua figura dirigenziale è quella che mancava? Prende lei le decisioni finali?
"Io le ispiro le decisioni, è il mio compito. Sono trasversale, sono anche pronto a cambiare le mie qualora chi mi propone qualcosa possa dimostrarmi di avere ragione. Non sono un cane da guardia, non controllo nessuno. Ma tutto ciò che si ipotizza nell'Inter deve passare da me, è uno dei miei compiti. Ma per esempio a oggi non c'è stata una situazione di incomprensione tra me e Piero Ausilio. Lui è un uomo che conosce il calcio, sa cosa deve fare e io sono un suo supporto. Penso che il consorzio produrra un effetto vantaggioso e produttivo".

Serve una cessione importante in vista del prossimo bilancio?
"No, l'Inter non ha bisogno di vendere. Potrebbe decidere di vendere. Non per indigenza o per necessità, perché Suning è un gruppo potente. Potrebbe vendere valutando la situazione contingente, il rapporto qualità-prezzo, le eventuali contropartite. Saranno scelte miste tra questioni economiche e opzioni riferite ai giocatori in entrata".

Nainggolan è un profilo su cui state aspettando di capire cosa succede?
"Nainggolan è un giocatore sempre nella mia testa, è un grande giocatore. Penso sia una possibilità per l'Inter ma essendo a conoscenza delle circostanze legate a una possibile cessione da parte della Roma la ritengo un'operazione impossibile. Ma che possa essere tutt'ora un obiettivo, un desiderio dell'Inter, non ho difficoltà ad ammetterlo. Così come ammetto che potrebbe essere quasi impossibile perché la Roma lo proteggerà fino in fondo. Ho acceso un pensiero perché ho visto un disagio tra lui e la Roma, ho detto che siamo a disposizione. Ma non posso creare situazioni di prepotenza perché è della Roma. Ma non nego che vorrei portarlo qui".

Si parla di Monchi come mister plusvalenza, non le dà fastidio?
"Questa definizione per me mi ha inorgoglito. Pallotta dice che Monchi è il più bravo diesse del mondo e condivido. Ha detto che non conta come si vende ma come si compra e questo mi riempie di gioia perché sta vendendo giocatori che ho comprato io".

Capitolo esterni d'attacco, ci può dare qualche indizio sulle caratteristiche? Si è parlato di Keita, di Sanchez...
"Sanchez non è un nome fatto dall'Inter perché siamo pragmatici e lui non può essere un obiettivo per sua scelta, non per i costi visto che Suning il sacrificio lo farà".

Parlando di Perisic non ha escluso una contropartita. A chi si riferiva? Ha definito Di Maria forse non giusto per l'Inter, perché?
"L'Inter in quel reparto deve comprare dei gol, una dose ragguardevole per sollevare Icardi da un problema atavico, ossia che segna solo lui. Vogliamo cercare i gol. Non ho parlato del valore di Di Maria che è enorme, ma non mi sembra un giocatore di cui l'Inter possa aver bisogno, anche se è molto importante. Poi dopo mi smentirò immediatamente e arriverà lui, ma non credo. La contropartita? Ho ipotizzato, il Manchester è ricco di calciatori forti e potremmo confrontarci. Però il valore di Perisic lo definisce l'Inter e su quello bisogna discutere".

Si è tornato a parlare di FFP e di pareggio di bilancio nel 2018. Qual è la situazione tra Inter e UEFA?
"Adesso abbiamo ottemperato una prima richiesta inderogabile entro il 30 giugno. Magari Gardini sarà più preciso di me. Che dobbiamo fare? (si rivolge a lui, ndr). Risponderò nei prossimi giorni a questo".

Pinamonti resterà come vice Icardi? Vidal è un profilo da Inter?
"Auspico che Pinamonti lo sia, Spalletti è impressionato dal ragazzo ed è una bella cosa se un nostro giovane può svolgere un ruolo così importante. I presupposti ci sono. Vidal? Ci piace molto (ride, ndr). Lui e Nainggolan sono diversi ma fino a un certo punto, certo Vidal ci piace molto e proveremo a capire se ci possono essere i presupposti. Ma la vedo molto difficile, non credo che il Bayern voglia privarsene. Quando alludevo alla nostra strategia, alludevo alle difficoltà e al tempo richiesto in certe trattative. Ma negare che Vidal possa essere di grande interesse per l'Inter sarebbe poco serio. Ma non c'è alcuna trattativa in corso, si chiede se ci possano essere speranze e in questo caso vorremmo perseguirle".

Cosa pensano di Nagatomo a Suning?
"Ne ho sentito parlare solo una votla dal nostro allenatore e gli piace tanto. Lo vorrei tenere qui, vedremo cosa potremo fare anche per lui, che ha diritto al suo spazio e a una sua considerazione. In quel ruolo sicuramente arriverà qualcun altro, vedremo che fare".

Che percentuale c'è che rimanga all'Inter Nagatomo?
"una percentuale sopportabile, il 50 o il 60. Ci piace, è un grande professionista e farà le sue valutazioni anche lui".
Fonte: TMW

Conferenza Stampa - News

 
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