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La Parola ai Tifosi
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Il tifo americano
Io non vivo negli USA e forse non sono proprio qualificatissimo per parlare di questo soggetto, ma dato che vivo in Canada, la versione europeizzante degli USA, forse qualcosa ne so.

Credo che per un italiano, maggiormente per un romano, sia difficile capire la differenza che esiste fra come viene vissuto il tifo a Roma, e come viene sentito e vissuto negli Stati Uniti. Lasciamo stare il soccer, che negli USA è tuttora uno sport esotico e per bambine. Gli ometti si buttano giù i denti a gomitate nel football americano o nell'hockey su ghiaccio, e se proprio devono giocare senza contatto fisico, si dedicano al baseball.

In tutti questi sport le arene sono piene e sono seguiti con grande interesse dai giornali e dalle TV, proprio come in Italia il calcio, ma è nei "tifosi" che c'è la differenza.

Negli USA lo sport è uno spettacolo, non una fede.

Si va a vedere la partita di football, si guarda, si applaude, si mangiano i pop-corn, si smadonna per un errore della propria squadra, poi finisce la partita e tutti a casa, al football non ci si pensa più fino alla domenica successiva. Le partite le si guarda con la fidanzata, l'amico o il collega d'ufficio, che spesso fa il tifo per l'altra squadra, senza che fra i due ci sia nessuna acrimonia. È come andare a vedere un film con De Niro e Al Pacino, a me piace e appassiona di più De Niro, al mio amico Al Pacino, ma mica che per quello ci copriamo di insulti, ci prendiamo a pugni in faccia o passiamo la settimana sui forum a litigare con altri fanatici su chi ha recitato meglio.

Spero che questo aiuti i forumisti a capire meglio il modo in cui un americano (come Pallotta) segue e concepisce lo sport. Del resto anche Saputo, italo-canadese e presidente del Bologna, non sta di certo tutte le domeniche al Dall'Ara o ci perde il sonno per come va il Bologna.

Come dice Verdone in "Un sacco bello": "a Roma nun è 'na squadra, è n'ideale!". Ecco, forse però gli ideali dovrebbero essere altri e ben più seri di una squadra di undici giovanotti in mutande che corrono dietro a una palla, ma qui andremmo su un discorso troppo lungo e fra l'altro io sono il primo a peccare, per cui mi guardo bene dallo scagliare la prima pietra.
 
 
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47
DIEGO,

GODIAMOCI questa vittoria. E non tirar fuori le lacrime del coccodrillo.
   
 
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46
DIEGO,

NON FARE IL furbetto con me...Queste trappoline hanno un solo scopo. Mi vuoi portare a parlare di politica. Poi arriverebbero le provocazioni, con le consequernze tutte studiate. Sono troppo furbo per te. Vatti a trovare qualche ingenuo che non si accorge delle tue bucce di banane. Mostrati intelligente, non sfidare Johnny. Potresti di nuovo essere buttato fuori. Niente Politica in questo Forum. La Direzione lo esige...
   
 
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45
IULIUS,

IL MIO non e' ne un rimprovero, e nemmeno una lezione. Mi auguro che mai finirai per non capire certe mie osservazioni...Dunque...Attento - Attento...non 10 volte, ma ben oltre. Per conoscenza di fatti i giornali sono come il programma Photoshop (Non so se lo conosci). Lo voglio descrivere perche' di sicuri pochi sanno quante Illusioni, falsita' Photoshop e' capace di confezionare. Puo' riprodurre una persona che beffaggia (Linguaggia, e anche peggio) un'altra senza che i due si siano mai incrociati nella loro vita. I giornali hanno un solo obbiettivo e lo conosciamo tutti. Il bene per la Juve, per il Milan, Inter, Napoli, e ovviamente anche la Nostra, viene dopo, e' secondario. Non so in che posizione, ma sempre dopo il primo obbiettivo. Quando un giornale cita un Dirigente, un giocatore, e l'affermazione non e' mai esistata, loro non affondono mai. La smentita non arrivera' mai. Al massimo una telefonata dal diretto interessato. E poi? Quindi tutti quei proclami da te menzionati, sia dai Dirigenti, giocatori, hanno un solo scopo, cioe' mantenere alto l'interesse verso quel prodotto che si chiama C A L C I O...Si, si, calcio e' prodotto e loro ci devono vivere con quel prodotto. Quindi se i cervelloni di quel giornale decidono che sia giunto il momento per pubbliccare il pensiero di un giocatore VIP, ebbene pubblicano una sua frase. E all'interessato non interessa sollevare nessuna polvere perche' al momento opportuno il giornale gli da 8 in pagella, mentre un 4 era gia' generoso. Quindi si possono permettere di far uscire il sole, oppure far piovere, intrambi per aiutare la loro causa. Ecco perche' i tifosi si lasciano guidare verso quei traguardi ripetitivi ogni anno, o decenni, come nel nostro caso.

CONCLUSIONE GENERALE, senza alcun riferimento...Ognuno che sale in alto, deve subito imparare come vendere il gatto nel sacco. La persona intelligente non aspetta le pagelle per sapere chi ha giocato bene, o male. E nemmeno deve sognare solo perche' un grande titolo glielo propone. Occorre piena Autonomia di pensiero, e di valutazione. La Roma ogni anno pretende di ambire. PRETENDE? si lo ha detto anche quel Dirigente, l'ho letto io. Ne siamo cosi certi, sicuri che lo abbia veramente detto? Raddoppiamo, triplichiama l percentuale sul dubbio dell'autenticita' di quelle dichiarazioni...e' meglio.
   
 
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44
Grazie Piedone, sai quale sarà il passo successivo?
Far giocare in serie A un giocatore cinese, l'arrivo di tanti campioni nel campionato cinese serve a far salire il livello dei giocatori locali proprio per avvicinarli al livello degli europei.
Una preghiera agli altri, smettiamo di considerare le coppe Italia trofei importanti, è di un provincialismo unico..
La Roma è la seconda più titolata in Coppa Italia avendone vinte 9 (contro i 12 della juve), ma valgono poco o niente.
I club italiani più blasonati in Europa rimangono Milan (18 Scudetti, 7 Coppe dei Campioni, 2 Coppe delle Coppe, 5 Supercoppe UEFA, 3 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa del mondo per club) Juve (33 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 1 Coppe delle Coppe, 3 Coppe UEFA, 2 Supercoppe UEFA, 2 Coppe Intercontinentali) e Inter (18 Scudetti, 3 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa del mondo per club e 3 Coppe UEFA).
Se il Napoli o la Lazio dovessero vincerne pure 30 di Coppe Italia varrebbe sempre di più uno scudetto o una coppa europea, è un po' la coppa di consolazione.
I giocatori comprati/venduti della Roma pur essendo ottimi a livello nazionale non erano/sono di caratura internazionale Vucinic, Pjanic, Lamela, Benatia, Marquinhos e gli ultimi Salah, Rudiger, Paredes hanno vinto (alcuni di loro) solo campionati tedeschi, italiani, francesi, nessuna vittoria di coppe europee o di titoli con la loro nazionale maggiore.
La Roma ha comprato nella gestione americana sempre buoni/ottimi giocatori ma non campioni.
Siamo la nuova Udinese? Ok, bastava dirlo!
Invece anche a inizio di questo anno tanti proclami dei giocatori, prese in giro, promesse che sai di non poter mantenere.
Quando andavo allo stadio, ricordo un Roma-Juve 1-0 EPICO con gol di Desideri e Radice in panca nell'89/90 o una doppia finale persa (tanto per cambiare) con l'inter nel '90 '91.
La Roma era sempre dietro le strisciate, ma aveva una sua dignità, era una squadra tostissima, fatta di gente con le palle.
Era una squadra non costruita per vincere perchè non ne aveva le possibilità economiche, massimo da quinto posto, ma riusciva a rendere orgogliosi di essere romanisti.
Questa no!
L'Udinese o l'Atalanta sono consapevoli del loro 'ruolo' secondario nel campionato e lo accettano, il romanista no, perchè vengono promesse stelle e strisce e finisce in stalle e fienili.
Bastava dire quando avremo lo stadio lotteremo per il titolo, fino ad allora galleggeremo, ma ci voleva tanto?
   
 
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43
STIAMO ASSISTENDO, DA ALCUNI GIORNI, ALLO SCONTRO FRA IL ***VECCHIO*** E IL ***NUOVO***. Fra Consevatori, Nostalgici....E...Progressisti, Liberali...Sempre stato cosi.

Mi auguro che stasera la Roma stasera riesca a giocare come ha saputo fare in quelle poche occasioni quest'anno. Altrimenti, un brutto tunnel ci aspetta...

SFR...
   
 
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42
beh, roberto,
le risposte te le sei già date.
l'udinese al max ha venduto l'alexis cileno al barça per 35mln? una volta una,
gli altri tutti giocatori da 5-10-15 e qualcosa, se andava bene, quando?
da quanti anni non supera la metà classifica?
il motivo è banale e si chiama watford, che rende tanto di più,
chiedi ai tifosi friulani quanto sono felici.

la roma, come sottolinei, punta anche alla CL,
fino a ieri al secondo posto, da oggi basta il quarto, meno?
6-7 anni senza le strisciate meneghine, ricapiterà?
col garcia 1 ci mancavano davvero 2/3 pedine per puntare al titolo,
invece? da lì in poi sempre peggio, un declino senza un filo.
dove NOI pensiamo al palcoscenico della CL per ben figurare (quasi sempre invano),
la società vede l'adeguata vetrina per le prossime plusvalenze
e i ricchi premi per la quadratura dei bilanci.

tra l'altro le plusvalenze sono uno dei pochi metodi consentiti dall'uefa,
soprattutto quando ci si sbatte lo ZERO assoluto, come pallotta & co.,
per alzare i propri ricavi e quindi risalire la china (o rango),
se ti rifiuti pure di ricapitalizzare?
che tu non ne abbia o non voglia

EVVIVA! l'azionariato popolare!
alla faccia di prepotenti e profittatori nel pallone
e dei loro traggici l€ccacul0.
semplicemente, il gradino più alto di crescita e consapevolezza
che possa mai viversi una tifoseria.
nessun padrone,
liberi di partecipare e decidere del proprio destino.
tutto per la maggica! tutti i ricavi più
lasciti, donazioni, mazzette, scippi, regali, plusvalenze, marchette, stecche di sigarette, orti, vigneti, cantine, catapecchie, colline in fiore, castelli per aria
tutto da dedicare solo alla proliferazione dei figli della lupa,
genialate, sbadigli, sacrifici, sbagli, evasioni,
che vuoi di più?

e trovo pure e definitivamente cosa buona e giusta
che le associazioni sportive e polisportive SENZA FINI DI LUCRO,
dedite a dar spazi attrezzati, insegnamenti, energie, sostegno
a tutti i bambinetti/-e, ragazzotti/-e del proprio territorio,
fino alla ludica soddisfazione di vederli cimentare sotto la propria BANDIERA
nelle più alte vette di ogni competizione,
sempre (o quasi) nel rispetto di lealtà e correttezza...
dicevo?
trovo assolutamente sacrosanto
che queste libere iniziative godano di BENEFICI e SGRAVI fiscali proprio perché nessuno intende arricchirsi nel prestare o donarsi alla propria comunità.

perché impedirsi pur di sognare quando nella realtà già uno scudo è un miraggio?
   
 
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41
Rileggendo il tuo post, Roberto, vedo che scrivi anche:

"Se lo scopo di Pallotta fosse stato quello di fare della Roma un'Udinese di lusso, non credi che avrebbe venduto di più e comprato di meno, magari appoggiandosi molto al vivaio?"

L'Udinese, se non erro, praticamente non fa giocare mai e svende a quattro soldi i ragazzi del vivaio. Non interessano. Ci fa pochi spicci. Il core business di Pozzo è la compravendita. Scendono in campo quasi sempre undici stranieri (no, sbaglio, dieci: spesso il portiere è un locale) che si mettono in mostra.

Sabatini e Monchi sì ha venduto (di colpo o in differita dopo un prestito) molti ragazzi del ricchissimo vivaio romanista. E questo nonostante il fatto che Roma sia una piazza che vede di buon occhio la presenza di romani in squadra e dunque ci sia una certa resistenza "nell'ambiente" a vendere i nostri ragazzi. E nessuno nasconde l'orgoglio di avere in campo simultabemanete DDR, Florenzi e Pellegrini. E guarda l'entusiasmo che ha suscitato Antonucci.

Eppure è partito Romagnoli, sono andati via una cartata di ragazzi verso il Sassuolo, altri a Crotone, ecc. cioè verso squadre-vetrina di categoria -si presume- inferiore alla nostra.

Quindi la mia risposta è: abbiamo comprato tanto e venduto tanto -giovani compresi- proprio come fa l'Udinese.
   
 
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40
Roberto, ovviamente non vedo dove sia la contraddizione.

Tu scrivi: "Per vendere s'è venduto in questi anni, fuor di dubbio, ma s'è pure comprato, e tanto. E allora torniamo sempre lì... il problema è che si sono venduti i bravi per tappare i debiti o sono i debiti che sono venuti (o sono aumentati perché ce n'erano fin dall'inizio) perché s'è venduto e comprato MALE?"

Il nocciolo del problema per me non è quanto si sia venduto e comprato, ma PERCHÉ si è venduto e comprato tanto. Molti di questi acquisti sono stati fatti senza seguire le indicazioni dei vari tecnici. Si comprava pensando soprattutto al guadagno al momento della vendita. Pessima strategia. È funzionata solo in pochi casi, e in molti altri succedeva che i giocatori acquistati giocavano poco o niente (perché pippe o comunque non graditi ai tecnici) e quindi si svalutavano. E se invece erano davvero utili al gioco della squadra venivano venduti appena conveniva. Una strategia studiata a tavolino che né ha fatto fare un vero salto di qualità alla squadra né a risanato il bilancio.

Seguendo le direttive della società, gente come Sabatini (presentato molto presto come il capo espiatorio del disastro, lo schiavo furbo che fa la cresta sugli acquisti e inganna il padrone yankee credulone) e Monchi (presentato come una star internazionale, un mago del mercato, ma che sta già cominciando a raccogliere i primi fischi) finiscono col prendere abbagli e toppe varie. Fra i casi peggiori: Iturbe per il primo, Schick (speriamo di sbagliarci) per il secondo. In entrambi i casi si tratta di due scommesse pensate non in funzione del campo (due punte centrali costrette a giocare fuori ruolo a destra) ma dal fatto che essendo campioncini in erba potevano essere rivenduti a cifre enormi se fossero davvero esplosi (rileggiti quanto si scriveva all'epoca dell'acquisto del ceco).

Due fregature prese da due quotatissimi professionisti. Brocchi Sabatini o Monchi o errori inevitabili se si obbedisce a direttive sbagliate?

È per questo che, pur con due secondi posti in sette anni (che a me sembra comunque poca roba rispetto a quanto ci avevano promesso), montano le critiche. Perché così non si va da nessuna parte e la sensazione è quella descritta in altri post: società assente, senza progetto ecc.

Siamo un'Udinese 2.0 per espressa volontà dei vertici della società. Le prossime vendite (almeno Alisson e vediamo chi altro) e i prossimi acquisti (se non entriamo in CL sono xazzi) lo confermeranno.
   
 
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39
Luigi scriveva: "siamo finiti nel gioco di gruppi finanziari da cui usciremo prima o poi con le ossa rotte. Per ora dobbiamo rassegnarci a questa mediocritas da "Udinese di lusso""

Ebbene sì, Luigi, dobbiamo rassegnarci perché comanda chi ha le azioni e le azioni non ce l'ho né io, né tu. Se poi non vuoi rassegnarti puoi sempre scendere in piazza e protestare, ma contro chi? Pallotta sta a Boston, non a Trigoria.

Okay, facciamo un ragionamento. Se lo scopo di Pallotta fosse stato quello di fare della Roma un'Udinese di lusso, non credi che avrebbe venduto di più e comprato di meno, magari appoggiandosi molto al vivaio?

Per vendere s'è venduto in questi anni, fuor di dubbio, ma s'è pure comprato, e tanto. E allora torniamo sempre lì... il problema è che si sono venduti i bravi per tappare i debiti o sono i debiti che sono venuti (o sono aumentati perché ce n'erano fin dall'inizio) perché s'è venduto e comprato MALE? Ai posteri l'ardua sentenza.

Aldilà di quanto il personaggio Pallotta possa essere simpatico o antipatico, vedo nel tuo ragionamento una contraddizione che non riesco a risolvere.

Immaginiamo che Pallotta voleva fare la squadretta per portare il bilancio in positivo in attesa dello stadio e poter vendere poi la squadra a un prezzo più alto perché non oberata di debiti, okay? Ma allora gli bastava fare come hanno fatto i Della Valle, tutti i buoni giocatori venduti in un colpo solo e largo alle giovani promesse che costano poco di acquisto e di stipendio.

Ma la Roma non l'ha fatto, invece ha continuato a comprare gente di lusso come Salah, Dzeko, Schick e via dicendo. E così facendo ha continuato ad aumentare il suo debito. Quindi la teoria di "voler fare la squadretta" non mi torna, non è nella realtà delle cose, non si compra un giocatore come Schick da 40 milioni se vuoi fare la squadretta. E poi guarda che i debiti si scontano, prima o poi. Se anche Pallotta non li ripiana adesso di suo (ammesso che voglia farlo e che glielo consenta il FPF) quando sarà il momento di vendere la squadra, quei debiti glieli sconterà quello che la compra, visto che a questo mondo nisciuno è fesso.

In quanto allo stadio, non ho questa fiducia messianica nella sua capacità di ripianare i debiti della Roma. Ripeto che, secondo me, la chiave per tirare su il bilancio e vincere qualcosa sta molto di più nel comprare bene e nel vendere bene.
   
 
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38
Bei post.
Ben scritti, ben argomentati, moderati (tranne il solito che strilla con le maiuscole) in cui di fatto ognuno resta sulle proprie posizioni, con qualche tenue apertura alle ragioni altrui.
Di tutti, quello che mi è sembrato più interessante, è quello di Julius, perché ha evidenziato un importante aspetto del fare proseliti (tifosi) a livello global.
Infatti, oltre ai consueti mezzi di convincimento, come l'essere vincenti (vedi Rube) o usar bene TV, internet e canali social, ne ha indicato uno altrettanto potente: l'ingaggio di giocatori che facciano sognare i compatrioti.
Questa strada è tanto più efficace tanto meno è vincente il calcio nel paese d'origine.
Se prendo un argentino, che non sia Messi, in Argentina nemmeno se ne accorgono.
Se è un portoghese, che non sia CR7, quien sabe?
Ma se prendo un turchetto che fa vedere al mondo intero quanto vale, scendono in campo anche i capi di stato (esempio ultimo, Under)
Quindi per catturare l'attenzione dei tifosi "liquidi", o "angeli" ancora senza sesso/squadra potrebbe bastar prendere il (presunto) migliore di quello stato, nazione, regione, che faccia sognare i concittadini.
Guardate come vengono accolti gli sconosciuti vincitori di sconosciute specialità olimpiche quando tornano a Itaca.
Spero che Pallo, quando bacchetta gli indigeni e alliscia i foreigners (strangers?) non gli venga questa idea, altrimenti ingaggerà un altro sabatino super volante, da far planare ovunque.

In questo contesto lo stadio, per il calcio, sarà fruibile prevalentemente dai tanti disprezzati aborigeni locali, fatte salve tariffe speciali per turisti pallonari negli hotel limitrofi.
   
 
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37
x LUIGI,

TROVO SCANDALOSO quando tu citi ----C'è un'alternativa a finire in mano a questi pescecani della finanza? Certo, è l'azionariato popolare, quello di Real Madrid e Barcellona, club finanziati da decine di migliaia di soci, società che riuniscono le condizioni di cui ho parlato in un mio post precedente: buona gestione economica, progetto sportivo che tende all'eccellenza, buoni rapporti con il bacino d'utenza. E quest'ultimo punto è la chiave dei successi di Madrid e Barça: dare centralità ai tifosi "vicini", che poi sono quelli che, nelle persone dei soci, eleggono il presidente sulla base di un progetto, un presidente che non agirebbe e non parlerebbe mai come fa ormai Pallotta a briglia sciolta.--- xxxxxxx SENZA MINIMAMENTE MENZIONARE CHE IL R.M. - COME IL BARCA, ABBIANO USUFRUITO DA DECENNI DI UNA LEGGE SPECIALE { LA NON PROFIT ) REGALATA DAL GOVERNO CHE FECE SCATTARE L'IRA DI TANTI PRESIDENTI EUROPEI... UNA BATTAGLIA CHE LA WEFA CONTINUA A CERCARE COME MEGLIO PUO' COMBATTERLA......U TU LUIGI HAI ***omesso*** INTERAMENTE QUESTO ***mini*** DETTAGLIO?........una vergogna! to say the least.....
   
 
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36
Caro Luigi, provo a rispondere al tuo quiz da 1mln di euro: "...secondo te, le mosse della società ci stanno portando verso la costruzione di una squadra vincente o ogni anno puntano a tirare a campare?...". Secondo me, zio Pallo NON è lo Ziod'America che alcuni (molti?) di noio pensavamo fosse, ma è arrivato per una via (la banca creditrice dei Sensi) che avrebbe dovuto farcelo intuire bèn. Se lo avessimo fatto, forse avremmo accolto con più entusiasmo i risultati (non pessimi) comunque raccolti in campo. E forse avremmo pure capito che era inutile fare sogni di troppa grandezza, ma che quelli che facevamo (e qualcuno lo ABBIAMO fatto, con Garcia e/o Spallo) NON potevano mai essere palloncini "schiattati" pure da comportamenti "impropri" dei jocadòrs. Le volte che ho accennato "all'Ambiente", non alludevo al clima meteorologico di Roma, né, in generale, alla sua "Cultura di Città", ma a certe facilità o strafottenze che "ambienti di lavoro" troppo "urbanamente disincantati" possono più facilmente d'altri consentire. Nella mia città sono stati incriminati per assenteismo e truffa allo stato quasi 800(!!!) dipendenti di un SOLO Ospedale, che con varia continuità/modalità risultavano al lavoro e NON c'erano. 800 furbetti del cartellino non sono un fatto penale, sono un fatto "ambiental-criminale" muy meridionàl: a Zurigo pure ci sono i furbetti, ma NON sono 800 e non sono tutti in un posto dove nessuno li vede. Pères che si schianta 2volte all'alba chiama in causa non la lealtà o l'armonia della sua famiglia ma quelle di chi è pagato per custodirne i buoni comportamenti di atleta dipendente ben pagato, e NON lo fa. Sbaglierò ma resto convinto che in alcuni luoghi è ancora possibile far cose che in altri non sono facilmente fattibili, ma io che sto più a sud di Roma non penso proprio di potermi permettere di dirlo per farmi "maestro" a qualcuno: song'è Nàpule, in qualche modo, anch'io, ragà, con tutto quel che ciò implica e consegue... Questo "comportamento" (NON "carattere"!) lassivo può spiegare in qualche modo la progressiva e sempre più "volgare" irritazione di zio Pallo, o essa è solo legata al suo ostinato deficit? Non lo so, ma vedo che poi Raiola il suo gioiello Balo lo va a proporlo a Intèr, Nàpule e naturalmente, Roma, che hanno pubblici "meravigliosi". A Giube NON ci va. Mentre qui non c'è stronxo di jocadòr in disgrazia altrove che non ci manifesti grande amòr, venendo subito stampato, anche nelle news qui dentro. Perché? Forza Roma
   
 
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35
Un appunto su De Laurentis, caro Roberto: non è vero che "non ha mai vinto un cappero". Con lui il Napoli ha vinto due Coppe Italia (2011-2012 e 2013-2014) e una Supercoppa (2014). Non solo, ma se ho capito bene quanto ascoltato l'altro giorno alla radio, il Napoli calcio ha un attivo quest'anno di varie decine di milioni che DDL utilizza per finanziare in parte la Filmauro, la sua società cinematografica (lascio a chi sa trovare le cifre online e sa destreggiarsi con bilanci e finanze il piacere di verificare questi dati).

Ora, se è vero che DDL è un presidente old-style, che il merchandising del Napoli è sicuramente inferiore a quello della Roma (che è stato trainato per anni in gran parte da Totti), che la porzione di "tifosi distanti" dei partenopei è sicuramente infinitesimale rispetto a quelle dei grandi club europei e degli strisciati italiani, che il Napoli non ha uno stadio in proprietà e che non pensa a costruirselo, e che nonostante tutto è possibile (io glielo auguro) che vinca quest'anno il suo terzo scudetto... bene, tutto questo dovrebbe farci riflettere sulle strategie e sui risultati della presidenza USA della ASRoma, e non può non gettare qualche ombra sulla bontà (e sull'invitabilità) dell'adeguarsi al calcio "global" per poter ottenere risultati.

Come ho scritto altre volte, noi (ma anche Inter e Milan) siamo finiti nel gioco di gruppi finanziari da cui usciremo prima o poi con le ossa rotte. Per ora dobbiamo rassegnarci a questa mediocritas da "Udinese di lusso", a essere una tappa intermedia di giocatori che vogliono mettere piede in serie A per aspirare a ben altri traguardi. La società non aspira se non a questo, in attesa dello stadio. E quando avremo lo stadio, vedremo cosa accadrà. Ma mi sembra di capire che anche tu qualche brutto presentimento ce l'hai.

C'è un'alternativa a finire in mano a questi pescecani della finanza? Certo, è l'azionariato popolare, quello di Real Madrid e Barcellona, club finanziati da decine di migliaia di soci, società che riuniscono le condizioni di cui ho parlato in un mio post precedente: buona gestione economica, progetto sportivo che tende all'eccellenza, buoni rapporti con il bacino d'utenza. E quest'ultimo punto è la chiave dei successi di Madrid e Barça: dare centralità ai tifosi "vicini", che poi sono quelli che, nelle persone dei soci, eleggono il presidente sulla base di un progetto, un presidente che non agirebbe e non parlerebbe mai come fa ormai Pallotta a briglia sciolta.
   
 
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34
E in più, lo dico a Luigi e anche agli altri forumisti, nessuno si illuda che dirigere una squadra di calcio sia una giochino da ragazzi.

Un'azienda che muove comunque centinaia di milioni di euro e lo fa sotto l'occhio criticissimo di milioni di tifosi, è un'impresa difficile. Al tempo degli antichi romani si sarebbe detto che "è come tenere un lupo per le orecchie".

Come gli allenatori da bar sanno sempre quale sia la formazione migliore da mandare in campo, anche i presidenti da bar pensano che basti la passione e 'n par de scarpe nove per fare i presidenti e vincere coppe e scudetti. Seee.... Vincere qualcosa senza rimetterci le penne è da maghi del pallone. Io ne ho conosciuto uno solo, si chiamava Dino Viola, e ha la mia eterna ammirazione, come presidente della Roma, come uomo e come imprenditore.

Altri non ne conosco. Sensi ci ha fatto vincere uno scudetto, sì, ma non solo ci ha rimesso un impero costruito con fatica dal padre e dal nonno, ma ha mandato pure la Roma al crack. Con Rosella la Roma era praticamente fallita, se non lo è stato nella pratica, è perché, come si dice in inglese, è "t.b.t.f. = Too Big To Fail" dove il too big non significa tanto il ruolo come squadra di calcio, ma l'impatto sociale e mediatico che avrebbe avuto il fallimento della squadra di calcio della capitale d'Italia. Ma soprattutto perché le banche, se devono far fallire un pesce piccolo non ci pensano due volte, ma se devono farlo con un pesce grosso, che gli deve 300 milioni di debiti, cercano disperatamente tutte le strade pur di salvarlo e appioppare il biscottone a qualcun altro.
   
 
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33
I modi per accattivarsi tifosi d'oltreoceano sono tanti non necessariamente legati alle vittorie.
Una è l'acquisto di giocatori 'paesani'.
L'acquisto di Bradley, americano ha attirato la 'curiosità' di tanti connazionali, quello di Nakata, ha fatto convergere il tifo di molti giapponesi verso i colori giallorossi che tuttora vanno allo stadio (li inquadrano a ogni partita all'Olimpico).
Anche l'operazione Salah, che di nome faceva Mohamed ha portato migliaia di arabi a 'simpatizzare' verso la Roma, non c'era un algerino o un marocchino che non lo conoscesse e tanti giravano addirittura con la maglia o la sciarpetta della Roma.
Lo sponsor turco (futuro) e l'acquisto di Gengis Khan Under già stanno procacciando alla Roma tanti tifosi in Turchia e in Medioriente.
E poi la Roma si sta facendo pubblicità in altre lingue.
Gli auguri di Natale in cinese, le scritte che appaiono allo stadio in lingua cinese, i contenuti di Roma Channel tradotti in varie lingue e inviati all'estero.
Parlando nella lingua del paese che vuoi 'conquistare' hai sicuramente un canale privilegiato.
Questo coincide con l'obiettivo societario di trovare anche altri soci 'simpatizzanti' esteri.
E Pallotta ha finito i sghei, o trova altri soci danarosi o vende.
Noi 'poveri' italiani contiamo poco, perchè, già l'Italia è una piccola macchia sul mappamondo, e poi più della metà degli indios nostrani sono già strisciati.
E invece molti abitanti di continenti 'popolosi' sono ancora senza squadra 'europea': l'africa, la cina, l'america.
Guardate quante visualizzazioni fa un video su y o u t u b e, un italiano arriva massimo a qualche milione, un americano o un cinese da solo arriva a qualche miliardo.
Nell'epoca del calcio trasmesso via internet se fai uno più uno.
E allora lo stadio? Quello è uno dei tanti canali per aumentare gli introiti o il prezzo di vendita finale della società.
Oggi è arrivato un altro importante ok allo stadio, secondo me per il bene della Roma, che si sbrighi a realizzarlo e a vendere a chi è più capace.
D'accordo con Luigi, io ero tra i tanti tifosi filoamericani senza pregiudizi che esultarono all'arrivo di Pallotta e ora non vedono l'ora che se ne vada, troppe promesse disattese e fatti poco chiari.
L'ambiente non conta niente, in campo ora e sempre ci vanno i giocatori non i tifosi (in caso contrario, se fossimo scesi in campo noi, in*****ati come siamo ce saremmo magnati juventini laziali e napoletani e avremmo vinto 3 Champions e 10 scudi).
   
 
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32
Riprendo quello che diceva Luigi, sia sulle tifoserie, sia sullo stadio.

Sulle tifoserie hai detto più o meno che quello che dicevo io (vedi che girando girando a volte ci si incontra anche senza averlo preventivato?) quando facevo notare che il mondo del calcio sta cambiando (in parte è già cambiato), in due concetti fondamentali:

1) Non esistono più presidenti-tifosi. Gli unici che un po' gli si possono avvicinare sono gli Agnelli e DDL ma, attenzione!... entrambi tifosi sì, ma pronti a cacciare il grano di tasca loro NO! Gli Agnelli è dai tempi del Milan roboante di Mister B che hanno scelto di non seguirlo sulla strada delle spese folli e, per sopperire, si sono inventati il "metodo Moggi". DDL è dal 2004 che è presidente del Napoli senza aver mai vinto un cappero (ce lo siamo dimenticati?) e i migliori via via se li è sempre venduti. L'anno scorso è partito Higuain. Quest'estate - se non vince finalmente lo scudetto al quattordicesimo tentativo - di chi sarà il turno? Comunque, presidenti-mecenati non ne esistono più, facciamocene una ragione.

2) Si stanno per avvicinare al calcio le folle oceaniche dell'Asia. Stiamo parlando di 2-3 miliardi di esseri umani! Diciamo 2 miliardi per stare stretti. I presidenti si dicono: se pure prendo 1% di quella tifoseria, sono sempre 20 milioni di tifosi e se anche mi comprano una maglietta l'uno a 10 euro, sono 200 milioni di euro che entrano. Ma poi ci sarebbero i diritti TV e tante altre belle cose, per cui la cifra lievita ancora. Come dicevi tu, sono anche tifosi lontani, quindi non vengono sotto la sede del club a protestare, non vengono pompati dalle radio locali e non mettono striscioni allo stadio. I tifosi locali, quelli appassionati, conteranno sempre di meno. Questo è quello che dicevo io e che dici anche tu.

In quanto allo stadio, finora la situazione è quella che descrivi tu, ma nessuno di noi sa bene quali accordi ci saranno fra Pallotta e la Roma sull'uso dello stadio. In ogni caso, credo che quando sarà fatto lo stadio Pallotta venderà la Roma (ammesso che trovi chi la compra!!!) perché della gestione sportiva ne ha piene le tasche, lo si capisce dal tono spazientito (e velenoso) delle sue interviste.
   
 
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31
Caro Gerry, la guerra antiPallottiana (o, peggio, antiAmericana) che tu vedi ideologica non è guerra e non è ideologica. Se riavvolgi il film vedrai che non c'è stata l'opposizione che tu descrivi "a Zio Pallo non appena ha messo pie' a Roma", anzi: sin dall'inizio c'erano state grandi speranze per l'arrivo degli americani. La stragrande maggioranza dei tifosi era speranzosa e abboccò alle varie versioni del "progetto" presentate di volta in volta: una Roma di giovani tipo Ajax, uno scudetto da costruire in cinque anni, il gioco totale e spettacolare ("Oltre il risultato" recitavano gli striscioni in curva").

A LE fu perdonato quasi tutto (e qui nel forum ci abbiamo messo quasi nove mesi a convincervi che stavamo imboccando la strada sbagliata). Il primo anno fu immortalato da un libro molto bello che vendette tantissimo: "Kansas City 1927. La Roma di Luis Enrique. Cronache tifose di una revolución complicata", di Diego Bianchi e Simone Conte.

Poi poco a poco ci si rese conto non solo degli sbagli (cominciando dalla arruffianata della contrattazione di Zeman...), ma anche dell'assenza di un vero progetto sportivo e della girandola di compravendite pensate davvero poco in funzione del campo, di campagne di mercato fatte di spalle all'allenatore di turno, della latitanza della società, degli errori di comunicazione, dell'incapacità di gestire il patrimonio dell'immaginario cittadino rappresentato da un gigante come Totti sulla via del tramonto, i conflitti con la Sud per le barriere, il main sponsor che non arriva (quanto vale all'anno? Tre milioni? Avremmo già 21 milioni in più. Qualcuno faccia i calcoli...), l'incapacità di sanare il bilancio... fino agli insulti attuali di Pallotta alla città (leggiti le dichiarazioni di Zingaretti nelle news).

Tutto questo è venuto affiorando poco a poco. Dove sta l'opposizione pregiudiziale dei romani e dei tifosi? Io ho visto solo un popolo paziente, illuso e poi abbandonato. Come dovrebbero riconquistarci? Certo, hai ragione, con i risultati della squadra. E ora mettiti una mano sulla coscienza e dimmi: secondo te, le mosse della società ci stanno portando verso la costruzione di una squadra vincente o ogni anno puntano a tirare a campare?

Nessun pregiudizio, solo giudizi su quel che vedo in campo. Pallota poteva essere pure tresteverino, cinese o senegalese. Quello che contano sono i fatti, e qui le chiacchiere stanno a zero. O pensi davvero che la colpa ce l'ha sto famoso "ambiente", ossia noi?
   
 
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30
Ci mancherebbe che io voglia, carissimo amico mio Luigi, fraintendere ciò che dici e dicesti sui Romanisti, pure fuor di GRA; o che voglia confutare le analisi che fai sul “cambiare” del Tifo, oggi, nel mondo... Epperò vorrei tento che mi spiegassi bèn i fondati motivi di questa strenua “Guerra di Liberazione” che è scoppiata APPENA zio Pallo, Fallimentare Nostro Liberatòr, ha messo pie’ in Roma: con, persino!, un Venditti che tenta di negargli l’uso dell’Inno (che era diventato –ovviamente- BENE COMUNE NOSTRO) per mai chiarite ragioni (lesa sua romanità?; legittima, benché tardiva, “vendita” a un'ASR finita in mano a uno che pareva essere lo Zio d’America?). Certo: LE; certo: i curiosi mercati di Baldì&Sabatì… Resta però che in 6anni lo Zio ha esibito una Roma 3volte seconda e 2volte terza, che non è proprio niente...
Ma il punto del discorso tuo e d’altri amici (lecitamente anti-pallottiani, ahò!) che non sono ancora riuscito a capìre bèn è questo: ammesso che le sue attenzioni di Sporxo Speculatòr siano rivolte a un estraneo, lontano, anonimo Target di giovani acquistatori di cappellini, sciarpe e magliette, più che a legittimi Roman-amatori d’una Storia di Sentimenti&Ricordi, come farà il Perfido a innamorare quelle folle esotiche di forestici new-tifosi? Vendendogli l’immagine del Colosseo e/o la Storia di Roma? Figurati quanto ciò importi a un boy mericano, coreano, indiano, cinese, filippino... E allora? Allora, quel Tifo (benché distante, sperso, fors’anche -nel profondo- indifferente, “liquido”…) DOVRA’ conquistarselo con i comportamenti di CAMPO della SQUADRA. Che deve essere attraente, ambiziosa e VINCENTE, per conquistare un bambino tifoso... Oh, ******, la Squadra!…
E allora, eccolo il punto in cui pure il più CINICO interesse di zio Pallo inevitabilmente s’incrocia col mio Amòr: la SQUADRA! E della Squadra io ho finora parlato e criticato. Finisco: non penso che zio Pallo sia un candido giglio, ma m’interrogo se chi lui ha COMUNQUE pagato per servirlo a trigoria e certi tifosi della Maggica, ora così indignati con lui, siano stati tali. Forza Roma.
PS Sulle oscurità dello stadio, nò problem. Ma io sto sicuro che se il Presidente ASR era Cinese e il Sindaco era un ex-Senegalese integratosi al punto d’essere eletto in Campidoglio, si faceva uguale: la speculazione non ha bandiere e la fame di “nuovo sviluppo” anche se fatto col “vecchio cemento”, tiene vive le città e alto il morale del Pòpulo... Un abbraccio. Forza Roma.
   
 
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29
magari! lorenzo
ci spero sempre
   
 
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28
Ach...belle domande...
sì, ci andrei...
senza chiedermi se convenga o no...



vorrei che l'as Roma ci vincesse le partite, lì dentro...
perche', e credo di poter parlare anche per te Harry 66 e per tutti, vorremmo vincere con lei...
   
 
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27
e chi non lo vorrebbe lorenzo?
qualcuno che preferisca la pista d'atletica, robe vecchie e penitenze?
chiediti,
quanto sei disposto a spenderci?
quante volte quelle volte?
qualora ti trovassi imbottigliato per l'oretta,
chi ritieni avrebbe dovuto preoccuparsene?
perché?
non avrebbe avuto più senso pensarlo e costruirlo in un posto quasi urbanizzato?
da farci due incroci aggiungendo una fermata del tram?

ci andresti comunque nonostante una roma un po' così?
perfino un po' meglio, o un po' peggio?
   
 
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26
...detto tra noi...
ma che rimanga tra noi...
a me l'idea di uno stadio nuovo, moderno, comodo, fruibile, senza pista d'atletica, col wi fi, i bar, i ristoranti, i negozi, il parco, i parcheggi e quant'altro, nel quale giochi solo l as Roma (magari con le reti giallorosse...)...piace, e pure parecchio!

Lo vedo un salto di qualità, ecco...
mi sentirei trattato bene, ecco...
   
 
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25
nell'assioma che
chiunque vada ad investire ingenti somme di denaro in un continente,
specifico stato, regione e città, sia egli (/siano loro) romano, altoatesino,
libanese, basco, patagonico o armeno,
non lo farà per regalare i propri averi
ma proprio per fregargli i loro o comunque "sfruttarne" le genti,
quello lo spirito e il fine

non sono così convinto che, pur avendone assai?
pallo & co. ne abbiano a sufficienza per tirar su qualcosa che valicherà abbondantemente il miliardo di euri, infatti, annusata l'aria che tira,
si son subito rivolti all'estero nella speranza che pure a roma sbocci un panda.

manco l'intenzione?
forse solo rivendere la licenza edilizia gialla e rossa,
altrimenti impossibile?

sulla separazione dei beni.
innanzitutto son soci di maggioranza, mica padroni del futuro vapore, l'80%?
non penso che vogliano condividere con padroncini e associazioni come myroma
il frutto della loro(?) idea e di tanto sacrificio.
il fatto che le separino proprio, squadra e cittadella,
vorrà ben dire che tutto il resto attorno lo stadio,
non affittato a se stessi,
non sarà da ritenersi affare della roma.

sull'affitto dello stadio.
aspettiamo a fasciarci la testa, magari si accontenteranno del resto,
prevarrà la gratitudine nei nostri confronti
ahahah
pardon

aspettiamo termini e condizioni, applicate e sottratte all'as,
da poter così poi ben pesare i certi benefici con le imprevedibili fregature.
oltre a l'ammontare dell'affitto, nelle cui spese accessorie potrebbero celarsi tranelli e stangate, diritti sì, ma pure obblighi ed esclusioni,
chi s'intascherà i tanti tanti soldoni del battesimo/-i?
pepsi colonseum, unicredit arena, mamma li turchi, malox stadion.
quello potremmo considerarlo il gesto tanto atteso
la signorile buona volontà
   
 
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24
Ormai in questo forum si cerca di confondere la merdz con la cioccolata.

I tifosi fanno i tifosi.
A Roma "laziali burini" risale alla notte dei tempi.
Gli sfottò fanno parte del calcio, la violenza no, è un sottoprodotto delle deviazioni sociali, ma non credo proprio sia peculiare di Roma.

Negli USA poi non ne parliamo, dove si spara pure ai ragazzini.

La cosa assurda è che il PRESIDENTE DELLA ROMA, come osserva Luigi, sia gentile e sdolcinato con i potenziali tifosi (clienti) all'estero, che dovranno comprarsi il cappellino (ufficiale) della squadra e sia invece severo e intollerante con quelli locali, considerati indigeni-aborigeni ottusi e ancorati ad anacronistiche tradizioni.

Così per la prima volta assistiamo ad un attacco a Roma, alla romanità, alle radio locali, ai giocatori nati qui, NON da parte dei milanesi o della stampa del nord, ma da parte del proprio presidente (?!?) e dei suoi affezionati estimatori.

Addirittura dovremmo accettare questi saggi consigli, spesso conditi da insulti, cospargendoci il capo di cenere e sotterrando bandieroni, giocatori, ex presidenti e ricordi.

Penso sia il caso di chiuderla qui, riparlare di calcio, della formazione e sperare in una ripresa della squadra, lasciando da parte le pallottole pallottiane e il falso mito degli "amaracani che sò forti".
   
 
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23
Aggiungo qualcosa sullo stadio.

Premetto che non sono sicurissimo dei dati, se qualcuno mi vuol correggere e precisare quanto dico ne sarò felice.

Dunque, Pallotta ha un accordo con un costruttore (nome? Rinfrescatemi la memoria) che è proprietario di terreni a Roma Sud, accanto al Tevere. Presenta un progetto all'amministrazione Marino. Poi a quella Raggi. Emergono in varie fasi questioni di ordine generale che possono essere ricondotte a tre punti:

1) lo stadio è solo una parte (minoritaria) delle cubature previste, perché ci sono appartamenti, uffici in grattacieli, centri commerciali che sono il vero "core" (in inglese e in romanesco) dell'operazione pallottiana; questi in parte deturpano il paesaggio e vengono ritagliati nelle successive versioni del progetto;

2) non si può costruire lo stadio senza strutture che permettano il flusso e deflusso degli spettatori; quindi il Comune richiede strutture viarie e ferroviarie (allargamento di strade esistenti, svincoli, stazioni di metro, un ponte sul fiume ecc.), richieste che anch'esse sono state ridotte nel corso delle trattative;

3) il luogo non è il più adatto alla costruzione della struttura, perché a rischio inondazione e per la viabilità della zona. L'assessore Berardi propone di costruire lo stadio altrove e indica terreni più a Est (non ricordo esattamente dove), ma Pallotta non vuole solo fare lo stadio ma vuole farlo sui terreni del costruttore romano con cui ha già un accordo.

La giunta a 5Stelle col tempo cede, Berardi si dimette, rimangono intoppi di varia natura, ma sto stadio si farà in quella zona a rischio.

Lo stadio sarà non della AS Roma, ma di Pallotta, e gli introiti di Pallotta consisteranno sostanzialmente in A) affitto pagato dalla AS Roma; B) affitto pagato saltuariamente da altre entità per l'organizzazione di eventi quando non gioca la Roma.

Lo stadio non è vincolato all'AS Roma. Sia la società calcistica sia lo stadio sono asset che sono gestiti (e, se occorre, venduti) separatamente. Per esempio, invece di essere lasciato vuoto una domenica sì e l'altra no, potrebbe essere affittato (da Pallotta o dai futuri proprietari della struttura) a qualche altra società romana, magari a una con un gallinaccio sullo scudo... Pecunia non olet, giusto?

Robbè, sicuro che lo stadio sarà tutto per noi?
   
 
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22
Gerry, chiariamo subito l'equivoco, che dovrebbe esser chiaro ormai da sette anni, per tutte le volte che ho difeso i romanisti (romani e non) che vivono fuori dal raccordo. E così spero di evitare di dovermi sentire ripetere (più elegantemente, questo sì) gli argomenti del troll.

Quando parlo di (e ne parlo da due/tre anni) "tifosi distanti" non sto pensando a te, a Falcon, a Ale da Vicenza, a Lifeisnow che sta a Cuneo, a Harry che sta sperduto sulle Alpi, a Ziolupone a Salerno, a me stesso nei miei 25 anni di vita in Spagna. Sto parlando di un nuovo tipo di tifosi che è sorto con la globalizzazione, che Roma e l'Italia non sanno neanche dov'è perché vivono in India, in Cina, in Giappone, in Kenia. Per loro tifare Manchester, Real Madrid, Juve o PSG è uguale, per loro Totti o Tommasi, Florenzi o Nainggolan sono figure con uno spessore simile a quello dei giocatori di un videogioco.

Nulla di male, per carità, ma sta di fatto che sono loro -i tifosi distanti- il target ormai primario del marketing delle "nuove società" calcistiche. Dall'altra parte ci sono i "tifosi vicini", quelli che possono andare allo stadio, che ascoltano le radio, che scrivono sui forum, che possono creare uno stato di opinione (evidentemente soprattutto a Roma) avverso o favorevole alla società e per esempio andare o no allo stadio, votare per un'amministrazione comunale che faciliti o no la costruzione dello stadio, tifosi per i quali le bandiere contano qualcosa e rispondono in maniera umorale se le vedono calpestate.

Questa linea divisoria fra tifosi è evidente nelle strategie di Pallotta. Rileggiti il suo discorso. Occhi luccicanti e gentilezza per quelle decine di milioni di potenziali supporters là fuori, futuri acquirenti di magliette; sguardo torvo e aggressività fino al turpiloquio per le radio e tifosi "locali" non allineati.

E ho detto pure che la teoria del "tifoso liquido" quello non più passionale, distaccato, che passa con nonchalance da una squadra all'altra (all'americana, dicono, ma non è così: prova a andare a vedere una partita a Boston con in testa un cappelletto degli Yankees e guarda che ti succede...), non solo ha riscontri minimi nella realtà (se li ha), ma è funzionale a un discorso che copre una strategia societaria che privilegia i tifosi distanti su quelli vicini.

Si può essere d'accordo o no con quanto scrivo, ma che c'entrano qui Carmela, il troll Cumpariello e l'amore dei romani?
   
 
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21
x PIEDONE,

LE CRITICHE, come sempre vissute da te e da molti altri non devono essere interpretate automaticamente come un atto denegratorio, o con intendo ad avvilire. Chi casca in questa maledetta trappola non deve fare altro che cercare subito un grosso specchio, avvicinarsi e chiedersi...Ma quello che mi ha detto quell'amico e' vero, oppure me lo ha detto per ferirmi, per farmela pagare?. E molte altre ipotesi, non voglio mettermi a elencarle. Ci sono CRITICHE definite COSTRUTTIVE. Che possono ferire, ma certo che possono causarlo. Ma se il tuo amico le prime volte ti avvverte che per il tuo bene tu continuando a mangiare pancetta e uova ti ritroverai a un passo al ricovero (o forse nemmeno quello) se e' un vero amico lui la terza, la quarta volta deve aumentare la dose fino anche ad insultarti. E' la classica situazione quando hai un familiare, appunto un'amico, che non sta un sencondo senza una sigaretta in bocca. Se lui sta zitto vuole dire che se ne stra-frega della tua salute.

SONO sempre piu' senza parole nel costatare come quel Fucking Idiots pronunciato da Pallotta continua a ferire l'orgoglio Romano. Se tu Signor Rossi sei una persona sicuro di te, dovresti poter permettere che la cosa scivola sulla tua giacca. Nello stesso tempo, devi fare un'analisi e dire...ma in effetti quel Fucking Idiots non e' altro che la traduzione....Ma quei BURINI LAZIALI (Pronunciato quante volte da te?). Dire che Pallotta vuole azzittire tutte le radio con la sua, e', scusa Valerio....e' in MALAFEDE...cioe' PREVENUTA...Ma se negli USA e' permesso ai giornali, alle radio, come al comune cittadino, di scrivere, di gridare....Trump is a Pathological Liar....oppure, he is a Fucking Idiot...

AVETE commesso lo stesso errore con me. Io vi direi di peggio, e sai perche'....E questo lo pensa non solo Pallotta, ma la stragrande maggioranza dei cittadini del Nord America. Questa maggioranza A D O R A.....Ammira l'Italia per la sua storia, cultura, l'arte, calore umano. Poi quando vengono e notano un paese che respinge il nuovo TREND. Non lo capisce, e nemmeno cerca di capirlo. Ma quando vedono che in CINA 30/40 anni fa morivano di fame, mentre oggi sono ricchi e a passi con i tempi, che dicono? Ma loro hanno spiato gli Americani imparando Pregi e Difetti...Eppure avevano vissuto tutta la loro vita vicinissimi alle FALCE e MARTELLO...Ma quando i RUSCHI gli fecero l'occhiolino, loro risposero...NO!...noi scegliamo i YANKEE....Allora Johnny...difensore di Pallotta?
   
 
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20
Caro Harry,
i fraticelli pensano che l'Amore è l'Amore e finché c'è vince su tutto. Perciò, finché gli innamorati di Carmela ne sono innamorati la famiglia di Carmela può fare ogni cialtroneria, perché l'Amore è l'Amore. Quindi, 'o Pate 'e Carmela, che è terribbele, può persino farla uscire da un'altra porta di casa, più nascosta, col Cumpatrollo Johnny, che è ragazzo alla buona ma aspetta in eredità, dice, un sacco di case dalle parti di Tordivalle (scusa Jo', spero mi perdoni ). Il problema, allora, è vedere cosa fa Carmela quando sta a letto con noio: perché se esce pure con luio, poio ci deve almeno far divertire un po', a letto (=stadio), quando c'incontra. Perché, se non c'è sentimento sincero e NON c'è neppure PIACERE, l'Amore finisce SICURAMENTE, eqquindi di che parliamo? Come vedi pure i fraticelli sono laici&loici.
Cari Valerio, Luigi e tutti gli altri,
è evidente che l'Amore che portate voi Romani alla Maggica NON è COME il mio che sto "distante", ma questo è naturale: il luogo frequentato durante gli anni di un lungo amore "colora" diversamente la Memoria di quell'amore, MA non la sostanza. Eqquindi, non è detto che uno, da ragazzo, debba essere andato col nonno all'Olimpico o fatto a pugni con ragazzotti laziesi davanti allo stadio per acquisire l'esclusività amorosa: basta che sia successo pure in un vicolo di Salerno anni '50 quando noio ragazzi Tifosi Romanisti (di Panetti, Losi, Ghiggia, Nordhal e Severino Lojodice!), eravamo QUATTRO (contati, giuro). Perciò, -credete ammé- chi fa male a Carmela è un infame pure per noio, ma Carmela, almeno a letto, ha le sue responsabilità... Forza Roma
   
 
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19
Il calcio all'americana un show?
Probabile.

La spettacolarizzazione di tutto ciò che fa spettacolo, l'immagine di un popolo felice e vittorioso, portatore di pace e freedom.
Il cinema è pieno di eroi buoni americani: la battaglia di Hacksaw ridge l'ultimo che ho visto.
A quando un film su Pietro Micca, Enrico Toti o Muzio Scevola?

Eppure su questo forum e non solo, mi tocca leggere del popolo romano, arretrato e conservatore, che non si presta ad essere educato dagli innovatori, i nuovi conquistatori del mondo, anche quello pallonaro.

Nessuno è esente dalle critiche: campioni "indigeni", ex presidenti, città, ambiente, bandieroni, tifosi, radio, amministratori locali, preparatori atletici, coach.
Tutto sbagliato, tutto da rifare.

In attesa di questo stadio che dovrebbe, con un colpo di bacchetta magica, cambiare ogni cosa.

Pallotta poi sembra che ce la stia mettendo tutta per rendersi sempre più antipatico.
Ora tira fuori la questione delle radio da zittire e sostituire con una sola voce ufficiale, la sua.

Mettere il bavaglio alla pluralità d'informazione non mi sembra tanto "freedom".

Da semplice tifoso "innamorato" mi sarei aspettato una gestione più oculata del lato sportivo di una società di calcio.

Sono passati sette anni e non si vede l'alba, ma nemmeno un po' di chiarore.

Con chi se la dovrebbero prendere i tifosi, con sé stessi ?
   
 
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18
dimenticavo tutti gli altri.
la stragrande maggioranza è in affitto compresi PSG e manchester city,
alcuni misto, pubblico privato, tipo l'ajax,
altri ancora stadio proprio con finanziamenti pubblici da restituire.
in italia, reggio emilia a parte (tra l'altro avanguardia fallita, passata per un tocco di pane al sig. mapei), il modello giubbe, basato sull'affitto a prezzo irrisorio di un pubblico suolo (da restituirsi): udine, frosinone, cagliari.
i top club hanno tutti un proprio stadio intestato,
pur se controllati, come lo united, da società mericane.
il bayern, che lo costruì con l'altra squadra (sf1gata) di monaco,
ne rilevò la metà per quattro soldi quando si trovarono nei guai.
il BVB, borussia dortund è già riuscito nel costruirselo,
perderlo in debiti e ricomprarselo, pensate un po'.
per ultimo (e unico) il meglio (imho) del chelsea:
perso e riacquisito, han ben pensato di intestare lo stadio, senza fini di lucro,
al tifo blues intero.
la società coi giocatori persempre fallibile, lo stadio lì sempre per ricominciare.
separazione di un senso, civiltà e amore trascendenti
che ne pensano i fraticelli?
   
 
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17
oooh, roberto,
quale destino può attendersi l'amore folle tirato per i capelli da gerry
con la separazione dei beni preventivamente decisa da parte di pallo & co.?
così fan tutti, come dice gionni?
come sempre, NO. praticamente solo UNA: tottinham

c'è il liverpool, dove i soci investitori mericanti "fenway sports group"
comandano SIA club che stadio,
e NON è DEFINITIVAMENTE la stessa cosa che +/- i medesimi soci abbiano due ditte,
una per la squadra, l'altra che gli affitterà lo stadio.
poi ci sono i due team portati ad esempio da baldissoni,
che sarà pure come non avere un DG ma è legato (lui sì) fortemente ai bostoniani:
fu il messaggero d'amore di unicredit per cercare venturieri mericani.
per farla franca, roberto?
tra palazzinari romani la speculazione intorno lo stadio sarebbe mai passata?
due team dicevo,

il tottinham, appartenente alla holding inglese "enic group" di daniel levy, sede alle bahamas,
il nuovo stadio entro il 2018 (costo passato da 400 a 750/800 mln sterline)
effettivamente intestato a un "northumberland development project" sempre riferente a levy e altri soci,
che lo affitterà all'FC
con l'ambizione, oltre a strutture commerciali e alberghiere, di farci giocare pure gare di NFL.

e l'olympique lione, della holding "OL groupe" di aulas & cinesi,
così COME il nuovo stadio,
non ha ancora realizzato le cubature commerciali intorno.
l'iter per l'autorizzazione ha subito così tante grane e opposizioni che roma x pallo è una vacanza,
cercate in francese.
agli altri

uncalcioalleconomia.wordpress.com/2016/10/11/olympique-lione-bilancio-in-utile-raddoppio-del-fatturato-ed-ingresso-di-un-gruppo-cinese-nella-societa/

e

/stadio-vivaio-modello-lione/

dove si capisce che il modello non sta nella separazione tra stadio e squadra, proprio nello sfruttamento e rivendita dei giovini.
quello ci aspetta? sperare nella qualificazione CL?
lo stesso aulas ha già avvertito il tifo intero: scordatevi sogni di gloria fino a fine pagamento dello stadio.
st1*****1!
tanto valeva restare in affitto

tornando agli sport made in usa, che mi pare non ti attirino poi troppo,
non hai sottolineato lo svolgimento assai televisivo di queste gare,
che viste in differita durano ragionevolmente,
ma per chi fosse tentato di seguirle live, magari nei PO,
sono un supplizio tendente alle 2-3+ ore:
un'interminabile sfilza di commercials intervallati da spettacolari azioni di gioco reiterate ad oc
   
 
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16
Rispondo a Diego, dicendo che anche secondo me la Juventus i suoi 6 scudetti di fila li avrebbe vinti anche senza lo stadio, ha una rosa fortissima e in più può contare su aiutini e scansatine varie, per superarla ci vogliono davvero i miracoli.

In quanto al nostro stadio, l'aumento delle entrate per la Roma dipenderà da un dettaglio importante, che sinceramente ignoro: chi organizzerà e gestirà gli eventi non sportivi nel nuovo stadio? Visto che lo stadio sarà di Pallotta & C., non è scontato che sarà la AS Roma.

Comunque, a me piace molto l'idea che anche noi avremo (forse) uno stadio nostro, bello, nuovo, maggico e dove i burini vengono solo quando giocano il derby in trasferta. Ma non credo che nel breve periodo potrà cambiare le sorti sportive della Roma. Quelle restano legate al saper comprare bene, saper vendere bene e saper mettere bene in campo la squadra, per cui conteranno sempre di più Monchi e Di Francesco che lo stadio.

Rispondo qui a fra Girolamo: ma l'hai vista la foto di Balotelli e Raiola che accompagna l'articolo? Sembrano una versione da incubo del Gatto e la Volpe. Due persone per cui nutro profondissima antipatia e disistima. A noi Raiola ci rifila le sòle, mentre a Mr. Elkann gli serve i Pogba su un piatto d'argento. Caro Mino, tientelo pure per te il Balo, che di tutto abbiamo bisogno tranne che di uno che venga a spaccarci lo spogliatoio, oltre che a spaccarci le sfere, non celesti, cari fraticelli, ma che teniamo ugualmente care. Amen.
   
 
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15
Aaaaàh, Robbè!... Ma come t'è venuto 'n capa di toccare un argomento simile? Parlare del Tifo E' come parlare dell'Amore. Non si arriva da nessuna parte, almeno per DUE buoni motivi:
1) chi ama crede di essere il solo al mondo a farlo veramente.
2) chi ama crede di essere il solo a saperlo fare.
Io che pure amai (e scopettai) un po' in vita mia con qualche femminazza e/o gentildonna ma UNA SOLA SQUADRA (ecchec*******e, l'ho sbagliata pure, non vince quasi mai...) mi astengo dal dire come e quando amo la Lupa e soprattutto se sono liquido, solido o gassoso: amo, e basta, e ogni tanto scrivo lettere d'Amore.
Naturalmente, come tutti gl'innamorati veri e forti, non m'importa se, scrivendo male o scrivendo troppo, rischio di essere ridicolo: E' l'Amore, bellezza, e quando c'è l'Amore ti accendi pure se stai in Alaska ... Forza Roma.
PS. Quanto a zio Pallo, nei racconti di molti amigi in*****ati e/o in*****atissimi mi ricorda quel padre di Aurelio Fierro che pareva determinato a impedirgli o guastargli l'amore per "Carmela è 'na bàmbula": ...'o Pate è terribbbèle, non m'ha vo' fa' vede'... E Johnny mi pare che per molti sia come 'o Compariello-trollo suo, 'o giuvinotto cattivo, a cui l'ha già promessa... Cià a tutti, non vi avvelenate... Forza Roma
   
 
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14
Il tifoso che ti dice candidamente: meno male che inizia la formula 1 così mi consolo con quella o l'altro che ammette di non vedere piu' le partite da tempo devono essere campanelli d'allarme per Pallotta e per il sistema calcio.
E invece vengono ignorati, perché Pallotta pensa: meglio tifosi esteri che seguono la Roma, gli italiani creano solo problemi allo stadio, sui media, alle radio.
Anche io penso che i conti della Roma, non siano casuali: possibile che un'imprenditore esperto di mercati finanziari esponga cosi' gravemente la Roma senza saperlo gonfiandone enormemente i costi tra ingaggi faraonici, provvigioni record ai procuratori e stipendi top.
Forse è questo il guadagno del calcio moderno: indirizzare capitali verso società satellite come il Sassuoli e verso professionisti compiacenti dietro pagamento di altre provvigioni.
Muovere capitali gonfiando le cifre (25 mil per Defrel) ottenendo sconti e ricavi sottoforma di altre entrate?
Un qualche guadagno deve esserci nessuno fa niente per niente. Lo stadio in futuro ma ora? Gia' si parla di altri 115 milioni messi dal presidente a dicembre 2018 come aumento capitale..
   
 
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Caro Roberto, mi sembra che se scrivi rispondendo a Iulius (che parlava di tifosi quasi "liquidi" -il termine è mio, mutuato da Bauman- che simpatizzano per varie squadre, passano dalla Lazio alla Roma ecc.) che (cito) "nessuno si identifica più in queste squadre. Sta venendo in crisi il modello dell'identificazione, della squadra di calcio come simbolo di valori più grandi e più importanti", tu stia descrivendo una realtà che forse esiste per i tifosi distanti (che non vuol dire distanti geograficamente, come è ovvio) ma che io non riscontro attualmente. Se non è dire che le tifoserie sono in via di dissoluzione, poco ci manca...

È un pensiero il tuo che oggettivamente (forse tuo malgrado) supporta i discorsi da imbonitore di Pallotta (apparentemente bonari ma in realtà feroci: vi è l'insofferenza per il dissenso, l'insulto verso chi discrepa, le minacce di abbandono, le promesse che sa di non poter mantenere, l'incomprensione ottusa dei meccanismi sociali e culturali di una realtà -quella romana e italiana- che non conosce se non forse attraverso stereotipi e che considera inferiore alla sua, la protervia padronale esibita all'occorrenza).

Leggiti nelle news il suo discorso a Boston. Ci ritrovi tutto: la liquidità dei tifosi ("vogliamo essere la seconda squadra..."), gli insulti alle radio, le minacce, gli specchietti per le allodole e le cianfrusaglie del ciarlatano.

Le cifre di Harry sono convincenti. E se sul campo per due volte la Roma USA ha fatto meglio di quella dei Sensi, pensiamo a tutte le volte in cui ciò non è accaduto. Il problema non è solo che non si è vinto nulla, ma che -con l'eccezione del primo anno di García- si è avuta la sensazione di una società allo sbando, di un presidente per cui la Roma è solo una scusa per una speculazione edilizia, incapace di scegliere i propri dirigenti, assente sul campo, disastrosa a livello economico al punto da far sospettare che questa mediocrità nei risultati e nei conti sia voluta (o che quantomeno non dispiaccia troppo), che serva come argomento per la costruzione dello stadio (in sintesi, "siamo in queste condizioni perché non mi fate guadagnare, datemi carta bianca e vedrete..."). Stadio che sarà di proprietà di Pallotta, non della AS Roma.

In ogni caso, i risultati sul campo vengono quando la società è ben gestita, ha un progetto rivolto all'eccellenza sportiva, ha un buon rapporto con il proprio bacino d'utenza. Nella Roma pallottiana non c'è nessuna di queste tre condizioni.
   
 
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Pensa luigi che pure io ad un certo punto ho pensato fosse qualcuno pagato da Pallotta per parlare pro americans.
Tutti qui ci contraddiciamo, mi sembra normale, le nostre convinzioni vacillano secondo i risultati essendo tifosi.
Lui no, va avanti per la sua strada come un caterpillar.
Americano é bello, americano ti piace, americano e' il futuro, americano it's ok.
Sembra uno spot, ma fintanto che non offende e non fa il troll poco importa..
   
 
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Credo che tu Luigi, pur con la tua intelligenza, cultura e bravura dialettica, non abbia ripreso e sviluppato il ragionamento che facevo io ma abbia spostato il mirino su altri argomenti.

Cominci con un paradosso dialettico "Quindi non esistono più le tifoserie...A me non sembra che sia così".
E chi ha detto che non esistono più le tifoserie? Io no di sicuro, quindi questa affermazione non si aggancia a quello che dicevo io. Io ho detto un'altra cosa, cioè che il calcio è cambiato, e ce l'abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.

Questa è una cosa che prescinde dalla Roma, è l'intero sistema socio-economico mondiale che è cambiato e sta cambiando (per me in peggio, ma poi ognuno la vede come vuole) e il calcio è una tessera del grande mosaico. I tifosi appassionati esistono ancora, anche perché altrimenti noi non saremmo in questo forum, ma i presidenti che si rovinano per la propria squadra NO. Perfino la Juventus, società dinastica per eccellenza, deve rendere al padrone come una qualsiasi azienda del gruppo FCA.

Poi dici: "A me il discorso sull'inevitabilità dell'evoluzione del calcio (e della società nel suo insieme) sembra l'invito (tendenzioso) ad accettare docilmente una situazione che viene presentata come "naturale" e dunque "buona". Nonostante l'evidenza dei risultati del campo e delle cifre (spiegate al dettaglio più volte da Harry) ci dica il contrario."

Questa è la tua interpretazione, io che ho scritto il post dicevo una cosa diversa, ad esempio che "tutto questo non è necessariamente un bene". Ma è così.

In quanto ai risultati sul campo, ripeto per l'ennesima volta che la Roma di Pallotta ha fatto meglio almeno per 2 stagioni della Roma di Sensi e se non ha vinto quei 2 scudetti è solo perché s'è trovata a competere con una Juventus che (almeno in Italia) non ha concesso niente a nessuno e viaggia sui 100 punti a campionato, una mostruosità (media-punti di questo campionato, finora: 98,8!).

Infine, le cifre di Harry non dico che siano sbagliate in sé, ma che sono estrapolazioni da un quadro più generale, che se invece lo vogliamo guardare senza tante complicazioni ci dice che la Roma da parecchi anni (forse da sempre) perde soldi ogni anno e non perché ci sia qualcuno di notte che va a rubare nella cassa, ma solo perché spende più di quello che incassa e per metterci una toppa o un presidente ci si deve rovinare come fece Sensi o il DS ogni anno deve vendere qualcuno che abbia mercato.
   
 
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10
IULIUS,

HAI perfettamente ragione. Pallotta non doveva pronosticare certe cose. Era come accellerare in un tunnel dove la visione era al minimo.

LUIGI...Ti esprimi come se tu fossi sicuro che Iulius condivida con te, solo perche' Romano, cio' che lui pensa di me. Colpire Johnny e' sempre stato facile nel Forum. Sono una persona che ha criticato, ma anche ammirato, gli avversari.
Ci vuole poco per apparire, Calcisticamene razzista. Quando vuoi far valere che se non sei Romano non sei capace di CAPIRE il perche' a Roma non si e' vinto (Quasi) nulla, beh di aggettivi per descriverti ce ne sono...c'e' solo l'imbarazzo della scelta. Da 5/6 anni che entri nel Forum hai cambiato idee troppo spesso. Io dopo tutti questi anni non so' come definirti. E francamente, nemmeno mi metto a correre per saperlo...Che nessuno mi viene a rispondere, me ne sbatto. Mi basta vedere quanti mi leggono. Non vengo qui per vincere un concorso di popolarita'. E nemmeno apro 4/5 finestre tanto per APPARIRE un VIP, quanto bastasse una....Ma ognuno fa le sue scelte.
   
 
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Iulius, mo' starai a capì perché pochissima gente risponde a Johnny. Perché è un troll che da sette anni ammorba tutti e tutto, insultando, strillando a suon di maiuscole, non chiedendo mai scusa. Infierisce pure se facebook e si vanta di Anche i pochi del forum che non possono scrollarselo di dosso perché li perseguita telefonicamente poi in privato lo definiscono come un cafone (letterale). Pensa che uno di questi eroi per molto tempo credette addirittura che si trattasse di qualcuno pagato dagli americani per creare uno stato d'opinione nei social a favore della nuova gestione.
Ovviamente si tratta di una teoria infondata. Il personaggio è così al naturale.

Per quasi tutti qui vige la massima "don't feed the troll". Anche se ti prende di punta. E per un po' lo si tiene a bada. Poi ricomincia.

Saluti cordiali e romanisti
   
 
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Il discorso è talmente bello e variegato che ci vorrebbero 7000 interventi.
La cosa interessante è che ognuno la pensa in modo opposto all'altro, ma se non ci fossero opinioni diverse non ci sarebbe niente da discutere.
Qui sul forum sembra che tutti vogliano imporre la propria idea, ma è difficile parlare senza 'alzare la voce' lo capisco, cercate di capirlo anche voi senza offendere/offendervi, sono idee diverse, se fossimo tutti seduti a un tavolo, non ci sarebbero questi toni (magari volerebbero le sedie quello si )
Io spero vivamente di essere contraddetto da Pallotta Johnny, per il bene della Roma, e di tutti noi tifosi romanisti.
Però quello che dice fuori dal campo non corrisponde a quello che vediamo in campo, hanno sbagliato a inizio anno a fare proclami da Scudetto quando la squadra era da quarto posto massimo.
La Roma a livello di perdita di tifosi è quella messa peggio delle prime 10.
Luigi ma lo sai che ho conosciuto colleghi all'Università e al lavoro che sono passati dalla Lazio alla Roma (perchè era più forte) e infine alla Juve o al Milan di cui sono tifosi tuttora.
Tu mi dirai: quelli non sono tifosi veri, intanto vanno pure a Torino o a Milano a vedere le partite.
Se si può cambiare partito da una sponda estrema all'altra (e i politici ce lo insegnano) figuriamoci se non si può cambiare squadra.
Il rischio c'è soprattutto per le nuove generazioni, un piccoletto che deve sognare giocando alla playstation impersonando Dzeko o Perotti cresce frustrato e poco convinto della sua fede, uno che si identifica in Higuain o Dybala no.
Oggi non c'è più l'orgoglio della maglia che ci ha legato in modo indissolubile in noi che siamo 'vecchiotti', oggi la maglia giallorossa la indossano cani e porci.
Ma ti rendi conto che fino all'altro ieri giocavamo con Romagnoli tifoso laziale DOC dichiarato? E ti ricordi Muzzi che si presentò a Trigoria con la catenina della Lazio? Ma allora Totti pretese che se la togliesse. Erano altri tempi..
Luigi ricordati che il Napoli ancora non ha vinto lo Scudo, aspettiamo di vedere se saranno felici a fine anno e a prenderlo come esempio, io glielo auguro di cuore, ma con la juve..
Anche noi siamo arrivati secondi tante volte, ma questo non ci ha dato nulla, anzi..
Diego poi ha aggiunto altra carne al fuoco.
Andare allo stadio già oggi è impossibile per le classi povere, andare nel nuovo stadio costerà ancora di più, mi sembra come costruire una cattedrale in un deserto, mi sbaglierò..
   
 
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7
DIEGO,

TU PUOI presentare tutti gli argomenti che vuoi, ma i fatti poi ti voltano le spalle. Quando affermi che non c'e' bisogno che Pallotta insista a voler costruire il suo stadio perche' c'e' gia' l'Olimpico. A me risulta che Pallotta ci penso' ad usare l'Olimpico. Ma il Coni rispose che la gestione dello stesso doveva rimanere intatta. Pallotta rispose. Ma se mi date la gestione, con tutti i dovuti miglioramenti, vedrete che questo elefante a chi dovete dare da mangiare e curare per 365 giorni, alla fine non ci guadagnate nulla. Con i piccoli ricavati non avrete mai i fondi per rinnovarlo (Come hanno fatto a Londra) e alla fine le squadre sono costrette a volere il loro stadio perche' solo aumentando i ricavi si possono affrontare le spese per mettere su, e gestire, una grande squadra. AMERICANO SCEMO che e' sbarcato a Roma per dare una lezione per come si gestisce il calcio in Italia? Come si puo' criticare lo straniero quando 60 milioni di Italiani (E ci sono anchio ultimente) stiamo a guardare per come i politici ci trattano da cittadini da terzo mondo a chi gli si puo' dire di tutto perche' sicuro che la REAZIONE non vedra' mia il giorno arrivare...Se un autista ogni anno e' coinvolto in due o tre incidenti e non vuol sentir parlare di tornare alla scuola guida, non puo' poi ambire a insegnare ad altri come guidare.

ROMA CALCIO...e' stata un F A L L I M E N T O ! E i fallimenti non sono state disgrazie. Quindi FALLITI, volate BASSI.

AH ECCO la sparata del Romano Autentico...Quindi ROBERTO nativo DE ROMA, qui nella sua finestra, lieto di ospitare tutti, e' un tifoso D I S T A N T E paragonato ai Cinesi, ai Sheik, e certamente, anche Americani? Beh e' vero, perbacco Roberto, Roma Toronto non e' un viaggetto. Quindi su questo caro Roberto Luigi Ex Spain (O dio ma allora anche tu sei stato un TIFOSO DISTANTE, Cinese, Americano, Arabo, amico Luigi? Allora tu hai cambiato il modo di fare tifo come si cambiano le camice?...Con la TV che trasmette il calcio nel mondo intero, certo il tifoso Romano e' e deve sentire qualcosa che i distanti non potranno mai vivere la stessa sensazione. Ma l'ammirazione, l'entusiamo, quello delle distanze se ne sbatte...Allora Luigi, chiama Gerry e digli che la distanza non lo autorizza a fare dell'ironia sui lupi. E a Pietro (Zio) cosa gli mandi a dire?....LUIGI ASCOLTA UNA SOLO VOLTA JOHNNY...ROMA e' una citta' amata da tutto il mondo. E questi la aiutano a farla continuare. Tu non puoi tracciare una linea.
   
 
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6
Quindi non solo non esistono più destra e sinistra (Salvini e Grillo docent), ma non esistono più le tifoserie. Roma, Lazio... tifiamo entrambe. Siamo tutti un po' juventini, specie se stiamo all'estero... A Firenze mischiano il viola e il bianconero. Non ci si identifica più con una squadra...

A me non sembra che sia così. I miei amici napoletani in questi giorni mi parlano di un entusiasmo alle stelle. Dell'orgoglio di una città che si sente identificata pienamente con la squadra. Di uno scudetto vinto con rabbia (e senza stadio in proprietà... ma allora è possibile?!? Qualcuno avvisi Pallotta). E, al contrario, quando a Roma l'Olimpico si è svuotato non è stato certo per indifferenza, ma per delusione, per rabbia, per sconforto, per protesta verso la squadra e la società. Tutti sentimenti lontani dallo sguardo asettico e bonario che -secondo i pallottiani- dovremmo avere sulle cose del calcio (a proposito, ogni tanto l'asetticità e la bonarietà del presidente svaniscono quando parla dei fu cking idi ots o della m erda delle radio romane).

Un paio d'anni fa in un thread polifonico proposi la distinzione fra tifosi distanti e tifosi vicini. I primi non sono coloro che semplicemente vivono lontano dalla città della squadra, ma quelli che hanno scelto di tifare così come fa il cinese che sceglie di stare con il Manchester o il Liverpool, come se si trattasse di un videogioco. L'immaginario e l'empatia di un tifoso distante non è come quella di chi ha un legame (di qualsiasi tipo) con la città. Il tifoso distante si alimenta di immagini, quello vicino si alimenta di storie. Ma in questo nuovo calcio il target commerciale sono i distanti, mentre ai vicini è riservato il compito di innestare il meccanismo del consenso locale, di riempire lo stadio, di essere acritici. Altrimenti diventiamo fuck ing id iots.

A me il discorso sull'inevitabilità dell'evoluzione del calcio (e della società nel suo insieme) sembra l'invito (tendenzioso) ad accettare docilmente una situazione che viene presentata come "naturale" e dunque "buona". Nonostante l'evidenza dei risultati del campo e delle cifre (spiegate al dettaglio più volte da Harry) ci dica il contrario. Un'ingenuo (?) supporto a un discorso egemonico che spezza le storie (le bandiere, i ricordi, le tradizioni) se non sono funzionali ai propri interessi. Ma se proprio vi volete bere le balle di Pallotta, se volete fare i tifosi distanti, non chiedete ai tifosi vicini di applaudire sempre e comunque.
   
 
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5
Infatti. Come dicevi anche tu, nessuno si identifica più in queste squadre. Sta venendo in crisi il modello dell'identificazione, della squadra di calcio come simbolo di valori più grandi e più importanti e per la quale, teoricamente, si dovrebbe fare tutto, cioè per i presidenti rovinarsi, per i tifosi menarsi di santa ragione, per le singole vite fare di questa identificazione un'ossessione quotidiana (vedi moglie che poi prende a bastonate il marito perché pensa solo alla Roma...hahaha).

Padroni che si rovinano per far contenti i tifosi non ce ne sono più. Meglio farsene una ragione. C'è stata la stagione dei petrolieri arabi/russi ccoi loro petrodollari. Per un calcio già indebitato fino al collo, la tentazione di competere con i petrodollari a botte di debiti era troppo forte, per cui è nato il Fair Play Finanziario, il cui sc opo è di far sì che i club ce la facciano con i loro mezzi, senza trasfusioni esterne.

Le plusvalenze sono una vecchia conoscenza, le provinciali ci campano da sempre. Le "grandi" di un tempo se ne potevano fregare perché avevano alle spalle i vari ricconi che ci mettevano dentro tutto quello che serviva e anche di più, parlo ovviamente dei vari Agnelli, Moratti, Berlusconi e, nel nostro piccolo, Sensi.

Oggi le plusvalenze sono necessarie perché se non sei veramente bravo, ma veramente bravo a gestire una squadra, comprando a poco, creando un vivaio funzionante, mettendo in campo una squadra vincente, fai molto presto a finire nella situazione in cui i debiti di funzionamento (soprattutto gli stipendi dei giocatori) superano le entrare e allora l'unico modo per metterci una pezza è guadagnare qualcosa sul parco giocatori (cioè fare plusvalenze).

Il calcio è cambiato. I nostalgici della Belle-Époque potranno ululare alla luna quanto vogliono, ma questo non sposterà di una virgola la realtà. Attenzione, non sto dicendo che tutto questo sia necessariamente un bene, sono anch'io attaccato romanticamente a quel passato recente, ma non posso fare a meno di vedere che il mondo è cambiato.

La riprova di questo cambiamento sta nel fatto che la Roma, che nella sua storia aveva sempre trovato facilmente presidenti palazzinari pronti a sganciare, all'improvviso non la volevano più nemmeno gli appestati. Allora Unicredit ci ha aggiunto il pacco-regalo dello stadio e ciò nonostante ha fatto lo stesso una fatica boia a trovare qualcuno che se l'accollasse. Ma questo non se lo ricorda mai nessuno.
   
 
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4
IULIUS,

COME ti ha scritto Roberto, fra USA e Canada la differenza e' invisibile. Li dove mi trovi completamente in DISACCORDO al 110% e' quando affermi...Ma chi ci andra' alla stadio con una squadra che non vince nulla? E qui che casca, e di brutto, l'ASINO Iulius.....LO STADIO che rendera' la squadra forte. La squadra da sola va in fallimento. Ma ci vuole tanto a capirlo? Seduti insieme in un bar, ristorante, potrei citarti a RAFFICA come uno stadio potrebbde permettere a un Presidente di anticipare milioni per assicurarsi un top player semplicemente perche' con lo stadio ci fossero milioni incassati in anticipo, cioe' versamenti effettuati in anticipo per un concerto, per uno show di macchine, per un raduno politico, e tanti altri eventi. Stadio aperto 7 giorni, possibilmente 15 ore al giorno. Occorrono questi milioni per mettere su una grande squadra. Qui nel Forum mi tocca leggere esattamente il contrario quando e' incontestabile che con i soli introiti della TV (Che fra poco diminuiranno) e quelli che si incassa con i spettatori che non aumentano, MA SANTO CIELO.....com'e' possibile immaginarsi che ci sia ancora LO SCEMO.....IL CRETIno.....IL PAZZo di turno che metta il CARRO DAVANTI AI BUOI????? Hai scritto un bel poster, poi hai bruciato il tutto con quella tua valutazione....E per peggiorare ancora di piu' la tua valutazione c'e' il fatto che tu come tanti altri, me incluso, LO STADIO rimane sempre un punto ?......Su via..Lo dico a te, ma di sicuro tanti altri sono convinti che il CARRO DAVANTI AI BUOI fosse la soluzione ideale. C'e' uno che entra tutti i giorni, fedele al suo color ROSSO, non sposta una virgola battendo quel martello, e sventolando quella falce, orgoglioso del suo CREDO. Io non gli affiderei nemmeno la gestione di un asilo nido. Lo farebbe fallire prima che l'anno terminasse....CHE PENA vedere gete che non vuole sterzare. MONEY MAKES THE WORLD GO ROUND.....I soldi fanno girare il mondo.....era il ritornello di una vecchia canzone Americana. Purtroppo il mondo ha preso questa piega. PAGLIACCI quelli che vogliono fare i Don CHISCIOTTE!!!!!!!!!!
   
 
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3
Rob quello che dici tu è emblematico.
Lo sport lì in America essendo principalmente uno spettacolo ha come unico obiettivo raggiungere il maggior numero di spettatori all'evento, in tv e allo stadio.
Ma lì da voi un video su **** di una popstar fa 1 miliardo di visualizzazioni, qua in Italia 1 milione quando va bene.
Le società possono quindi investire sulla vendita dei diritti dell'evento rientrandoci in pieno.
In Europa invece essendo il fenomeno calcio molto più oneroso rispetto ai ricavi tv si sono inventati questo gioco delle plusvalenze coinvolgendo anche noi tifosi.
Ma nessuno si identifica più in queste squadre, penso la crisi sia globale.
Le milanesi non si identificano nelle società cinesi.
I napoletani se il Napoli non dovesse vincere criticheranno ancora il loro patron.
La juve e la triade sono aspramente criticati dai loro tifosi perchè in Europa raccolgono sconfitte su sconfitte.
I romanisti non si identificano nel calcio manageriale di Pallotta, i laziali in quello 'spilorcio' di Lotito (che soprannominano infatti LoTirchio).
I Della Valle a Firenze sono odiati, così come i Preziosi a Genoa sull'orlo del fallimento e così via non c'è un tifoso ormai convinto sostenitore della propria società.
E poi i giocatori cambiano troppo spesso, non si fa in tempo a impararsi la formazione a memoria che dopo qualche mese ne cambiano 6.
Ma come si fa ad affezionarsi ai giocatori in questo modo?
Ci sono troppi stranieri in serie A, troppi giocatori scarsi dalle più disparate nazionalità, anche il prodotto calcio è scarso, il bel gioco è per pochi.
insomma è un giocattolo rotto che non appaga più l'italiano medio che infatti non va più allo stadio (calo spettatori costante) nè compra le partite in tv (mediaset è mezza fallita per aver pagato la champions a peso d'oro e la serie A di anno in anno viene rivenduta a società diverse perchè non rende).
Diego ha ragione quando dice: fare lo stadio ok, ma cosa ci metti dentro?
Sembra per Pallotta la soluzione di tutti i problemi, ma senza una squadra vincente o quantomeno competitiva per vincere chi vorrà andare allo stadio?
A vedere cosa? Che ne prendiamo 4 a destra e a manca?
Per quello va bene anche il Flaminio
E il museo della Roma? Ci faranno vedere i filmati in bianco e nero delle vittorie del '42, della Coppa delle Fiere?
Insomma senso d'appartenza: scarso, prodotto calcio: scarso, spettatori pochi in Italia e all'estero (per la Serie A intendo).
   
 
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2
Io a Roma ci torno spesso ma di sfuggita, è da tanto tempo che non ci vivo più, quindi non mi pronuncio su quello che racconti nel tuo intervento. Spero che sia veramente così. Non voglio dire che non sia vero, ma a volte si tende ad applicare su vasta scala quelle che sono esperienze e conoscenze a livello personale.

E comunque ho detto Roma solo perché questo è un forum di romanisti, ma il tifo sanguigno (e a volte sanguinario) non è certo un'invenzione romana. Anzi, tanto per fare un esempio, i terribili hooligans venivano dalla perfida Albione, figuriamoci un po'. Solo che poi lì è arrivata la Thatcher e ha fatto tabula rasa. I nostri politici, invece, sono troppo impegnati nei loro giochetti di potere e di poltrone per occuparsi anche di cosucce marginali come amministrare una nazione e cercare di risolverne i problemi. Gli manca il tempo, poverini.

In ogni caso credo che sia innegabile che in Italia (ma forse dovrei dire in Europa) la "fede calcistica" sia vissuta con un'intensità che negli USA è sconosciuta. È quello volevo dire. Senza giudicare chi sia meglio o chi sia peggio.

Nella partecipazione popolare agli sport negli USA è forte la componente di "spettacolo", mentre in Europa è forte la componente di "appartenenza". Faccio un esempio: un tifoso del Liverpool o del Napoli (senza citare la Roma, così evitiamo malintesi) sente la squadra come "sua", se non finanziariamente, almeno emotivamente. Negli USA il "tifoso" si sente come il fruitore di uno spettacolo. Il presidente della squadra è come l'impresario di una compagnia teatrale, che cerca di mettere in scena lo spettacolo migliore possibile, facendo in modo di guadagnarci due soldi. Né a lui né agli spettatori-tifosi viene mai in mente che debba rimetterci qualcosa del suo o addirittura andare in rovina affinché gli spettatori-tifosi siano felici e grazie a quelle vittorie dimentichino i guai e le frustrazioni della loro vita quotidiana.

Sarà meglio? sarà peggio? Come detto prima non lo so, non giudico, mi limito a raccontare quello che ho visto. Avendo passato gran parte della mia vita in giro per il mondo ho imparato a giudicare di meno e ascoltare di più.
   
 
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1
Grazie Rob del chiarimento, certo non si può paragonare un americano ad un romano in quanto a passione calcistica.
Ma neanche è giusto che si creda ancora che qui in Italia stiamo ancora con la clava in mano ad ammazzarci per una partita di calcio.
Sono stereotipi ormai senza senso, legati a falsi miti, leggende.
I tifosi si possono dividere in tre tipi: l'ultrà quello che va allo stadio ed in trasferta col pretesto della partita per fare casino e fare quanto più danno possibile per 'sfogare la rabbia', il tifoso normale che va allo stadio e vive tutta la settimana di calcio ma non farebbe mai del male a una mosca, il pantofolaio quello che vede le partite alla tv magari con l'amico laziale, milanista o juventino.
Ormai in rapporto i tifosi violenti saranno il 5% del totale, ma sono quelli che fanno più notizia, perché lasciano danni dietro di sé.
Il pantofolaio ormai starà intorno al 70% ed è quello che segue le partite di tutte le squadre senza avvelenarsi più di tanto, il 25% va ancora allo stadio.
Conosco tifosi della Roma che non seguono la Roma o guardano Lazio Juve e tifano per la Lazio, tifosi della Lazio che guardano la Roma in gran segreto contro squadre del Nord o straniere e tifano per la Roma, romanisti e laziali che seguono il derby insieme, lo stesso vale per milanisti e interisti che ormai vanno allo stadio nello stesso settore.
Ormai non c'è più il tifoso accecato dal tifo, quello che se perde la Roma non va a mangiare o a dormire, è morto negli anni 80, il calcio non è più una fede, né una malattia è un hobby che a seconda del tempo libero delle persone può prendere anche varie ore al giorno per tutta la settimana, ma è solo un hobby.
Io ho conosciuto solo tifosi della juve con in quali non puoi parlare di calcio, completamente ottusi e immagino lo stesso discorso valga per i napoletani, troppo 'fanatici' dalla loro squadra, per il resto come disse Frustrato che seguiva tutte le trasferte, puoi girare ovunque e parlare tranquillamente con chiunque.
Discorso a parte per le radio o i giornali che lavorandoci sopra, montano articoli inventati.
Per esempio leggevo che Monchi ha ricevuto mandato da Pallotta di svecchiare la squadra e ridurre gli ingaggi comprando giocatori giovani.
Ma chi gliele da queste notizie? Monchi? Pallotta?
E se fosse vero che senso avrebbe prendere un Torreira e dargli poco di ingaggio per poi vederselo soffiare l'anno successivo da Napoli Inter Milan o Juve?
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